James Joice

Ascona, d’ altra parte questa località che gode di un invidiabile clima, affacciata in una bella baia, con parchi botanici ricchi di piante e fiori subtropicali e con un entroterra verso nord fatto di selvagge valli alpine tra boschi di castagno e vette di 3mila metri con ghiacciai, qualche cosa di magico e di particolare deve averlo sempre avuto. Tant’ è che all’ inizio del ‘900 fu scelta da un gruppo di naturalisti, anarchici, scrittori, gli alternativi del tempo, per sviluppare sulla collina asconese, battezzata Monte Verità, un progetto spirituale e culturale di ritorno alla natura. Tra gli altri, Hermann Hesse, che qui visse dal 1919 al 1931, Karl Jung, James Joyce, la pittrice russa Marianne von Werefkin. A raccontare che cosa fu quell’ esperienza sul Monte Verità ci pensa un museo, Casa Anatta (dal martedì alla domenica, 15-19), mentre nell’ antica Torre Camuzzi c’ è il museo intitolato ad Hesse, con la sua macchina per scrivere e soprattutto la sua biblioteca, per togliersi la curiosità di sapere che cosa mai leggeva il premio Nobel e dove viveva.

VIDEO   in italiano

Il filmato, tratto da un programma del 1970, racconta la vita e l’opera letteraria di James Joyce (Dublino 1882 – Zurigo 1941).
Di famiglia cattolica e nazionalista, nel 1904 aveva lasciato l’Irlanda per venire a studiare in Italia, dove conobbe Italo Svevo, con cui nacque subito un’importante amicizia. Durante la prima guerra mondiale si trasferì a Zurigo e, più tardi, a Parigi, trascorrendo la maggior parte della vita in esilio volontario. Egli si compiaceva della sua condizione di esule, che a lui sembrava ricalcare il destino del sommo poeta italiano, Dante Alighieri.
Dopo le prime opere, i racconti Dubliners ed il romanzo Dedalus, Joyce raggiunse il successo, nel 1922, con l’Uyisses, in cui tutti gli episodi narrati trovano una corrispondenza con le vicende del poema omerico, ma dove il protagonista non è più l’eroe impegnato in gesta memorabili, bensì l’uomo qualsiasi, l’uomo moderno che deve affrontare i problemi dell’esistenza quotidiana.
Le numerose corrispondenze simboliche che si riscontrano nel testo rivelano quanto l’autore fosse affascinato dalla concezione medievale dell’arte come allegoria, e rimandano anche ad altre opere letterarie, tra cui la Divina Commedia. L’opera, un lungo monologo interiore, tradisce inoltre l’influenza della nascente psicoanalisi di Freud.
Inaugurando modalità narrative del tutto inedite, che attestano la crisi definitiva del romanzo ottocentesco, Joyce è universalmente riconosciuto come uno degli autori più rivoluzionari del Novecento. La portata rivoluzionaria della sua opera si estende al linguaggio che, per meglio restituire il ritmo del “flusso di coscienza”, subisce un’opera di decostruzione radicale: nell’ultima parte dell’Ulysses, Joyce aveva soppresso la punteggiatura; nel Finnegans Wake, la sua ultima opera, del 1941, stravolge addirittura le parole, realizzando un testo quasi indecifrabile.

Joyce si interessava dell’occultismo del Cinquecento o di quello più vicino a lui, la rinascita occulta dell’Ottocento, come la teosofia?

Joyce arriva a tutto. Negli anni venti aveva in casa un libro di Rudolf Steiner sul significato occulto del sangue, dei pamphlet di Annie Besant e una copia della Occult Review.

Oppure puoi considerare il fatto, ma è una mia teoria un po’ provocatoria, che l’Ulisse si ambienta il 16 giugno del 1904 che sarebbe il giorno in cui Joyce esce con la ragazza che lo fa diventare uomo e poi sposa, et cetera. Ma il 16 giugno del 1885 a Dublino era stata fondata la Dublin Hermetic Society che poi confluisce nella Theosophical Society di Annie Besant, e Madame Blavatsky. Per qualche motivo i nostri critici illuministi hanno sorvolato su questo tipo di conoscenza, considerandola di secondo livello, invece è fondamentale.

Fondamentale perché Joyce scrive un libro segreto che puoi tranquillamente leggere come una storiella con un plot molto semplice, non succede niente nell’Ulisse. Ma è importante quello che c’è dietro, cosa riesci a trovare dietro una scrittura che va disvelata, e Iside Disvelata è un noto libro di Madame Blavatsky. E sei costretto ad andare sempre più a fondo perché dietro ogni maschera c’è un’altra maschera, come nel Peer Gynt di Ibsen, autore amatissimo da Joyce.

 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s