Analizziamo la permanente di Casorella

Joseph Albers, Willi Baumeister, Michel Berkelaers (?), Camille Bryen, Sonia Delaunay, Piero Dorazio, Viking Eggeling, Max Ernst, Fritz Glarner, Walter Helbig, Johannes Itten, Marcel Janco, Lajos Kassák, Paul Klee, Alberto Magnelli, Mondrian, Meret Oppenheim, Francis Picabia, Hans Richter, Arthur Segal, Sophie Täuber, Theo van Doesburg, Victor Vasarely e Alexej von Jawlensky.

Published on Sep 6, 2017

Viking Eggeling, artista svedese di origini tedesche, pittore e regista legato al dadaismo, e all’arte astratta, influenzato dal precubismo di P. Cézanne, si indirizzò, attraverso il superamento del concetto di rappresentazione in pittura, verso esiti astratti. Fu sicuramente anche influenzato dalle teorie del pittore L. Survage, che attorno al 1914 descrisse la propria intenzione di lavorare a un progetto di corrispondenza tra forme colorate e forme musicali (Le rythme coloré). Dopo un primo film sperimentale che andò però perduto, lavorò al nuovo film,vero compendio delle sue teorie, Sinfonia diagonale (1924), uno dei primi film assoluti, appartenenti al genere della musica visiva. E’ un film astratto di circa 7 minuti, una sorta di sorta di “sinfonia visiva” o “musica ottica”, come è stato definito, presentato nel 1925 e vero modello di cinema sperimentale. Assieme a Eggeling vanno ricordati, sempre come prosecutori dell’astrattismo sperimentale del cinema di Andy Warhol, due autori come Richter e Ruttman. Il più sperimentale di tutti fu probabilmente proprio Richter, che affidò ai suoi cortometraggi il compito di portare avanti una esplorazione nelle potenzialità che il linguaggio del cinema potesse offrire.

Johannes Itten

Swiss Painter, Designer, and Teacher

Movement: Bauhaus

Born: November 11, 1888 – Suderen-Linden, Switzerland

Died: March 25, 1967 – Zurich, Switzerland

Johannes Itten Timeline

IMPORTANT ART BY JOHANNES ITTEN

The below artworks are the most important by Johannes Itten – that both overview the major creative periods, and highlight the greatest achievements by the artist.

The Encounter (1916)
Artwork Images 

The Encounter (1916)

Artwork description & Analysis: Although Itten painted this color abstraction prior to his arrival at the Bauhaus, it includes many of the fundamental principles that would be central to his teaching there. His use of geometric shapes, including the dominant spiral and repeated circles and rectangles, along with his exploration of the color spectrum preview his later interests.

While non-objective, Encounter is layered with both personal and symbolic meaning. It forms part of a series of paintings of similar composition and palette, completed between 1915-16, that Itten’s correspondence linked to the suicide of his girlfriend, Hildegard Wendland. This work, which has also been titled Meeting, centers on two intertwining spiral forms. This particular shape has more universal significance as a Theosophical archetype of geometric forms in nature and a symbol of transcendence beyond the physical, concrete world.

The painting can also be understood as a study in dynamic contrasts of color, created from a comprehensive range of hues. The striped horizontal section of the lower right color features gradations of bright colors, from yellow to blue. It is flanked above and on the left, by vertical metallic stripes that are superimposed by the dominant form of the double spiral, which creates a rhythm of dark and light. One half of this spiral catalogues colors, the other values of gray, until they meet in a center of gray and pastel yellow. The result suggests a cosmic catalogue of different hues, swept together in a united geometric arrangement. Itten’s emphasis on primary shapes and primary colors drew from the influence of Kandinsky, but would influence other Bauhaus students and instructors, including Paul Klee and Josef Albers.

Oil on canvas – Kunsthaus Zurich

“Scavando mi sono imbattuto in questioni spinose, il legame fra l’intellighenzia del secolo scorso e la magia sessuale come si potrebbe evincere da parte della documentazione video di dubbia origine (vera, falsa?) su Maria Naglowska … fatto sta che il mondo è un luogo complicato e le forze discendenti e ascendenti si incrociano. A noi di scegliere la direzione che vogliamo seguire. Di sicuro c’è, che per risalire bisogna essere discesi e avere le spalle ben ben solide … “

Il Museo Casorella offre un’occasione per ricordare la figura di Jean Arp (Strasburgo 1887 – Basilea 1966) e per capire l’influsso che ebbe su altri artisti.
Insieme a un’importante serie di sculture, rilievi, dipinti su tela e arazzi di Arp, vengono infatti presentati lavori significativi di grandi autori del primo e secondo Novecento tra cui Joseph Albers, Willi Baumeister, Michel Berkelaers, Camille Bryen, Sonia Delaunay, Piero Dorazio, Viking Eggeling, Max Ernst, Fritz Glarner, Walter Helbig, Johannes Itten, Marcel Janco, Lajos Kassák, Paul Klee, Alberto Magnelli, Mondrian, Meret Oppenheim, Francis Picabia, Hans Richter, Arthur Segal, Sophie Täuber, Theo van Doesburg, Victor Vasarely e Alexej von Jawlensky.

Camille Bryen surrealista amico di Maria de Naglowska :

MARIA DE NAGLOWSKA

Maria de Naglowska (1883-1936), also known as the Sophiale de Montparnasse, was a Russian occultist, mystic, and founder of the Brotherhood of the Golden Arrow, whose conferences in Paris in the 1930s were attended by many now-famous individuals, such as Julius Evola, Man Ray, and André Breton. She is also known for her translation of P. B. Randolph’s Magia Sexualis, the classic occult text that has survived only through her translation.

I-1-1

Il documentario è in Spagnolo, ma se mettete i sottotitoli autogenerati in Italiano si arriva a capire mica male …

Adesso, questa roba è da prendere molto con le pinze. Non si sa mai cosa sia vero e cosa si a falso. Certo è che praticare sesso in eccesso è deleterio. Credo che in ogni cosa la moderazione sia di rigore e poi che noia alla fine è sempre la stessa roba che più ne fai più ne vuoi e mica ti sbarazzi del desiderio soddisfandolo. Un po’ come alcool, droghe etc. etc … insomma : ” Fatti non fummo per viver come bruti” .  E poi queste correnti intellettuali hanno qualcosa di maledetto è vero, ma sono anche, se prese con le dovute precauzioni un’arricchimento culturale. Herber Read dice “To hell with culture”. A volte mi chiedo quanto avesse ragione … Se Carl Gustav Jung era un genio era anche vero che faceva uso di cocaina ed era un gran fedifrago che andava a letto con le pazienti (poi la sua pupilla appunto diventa anch’essa una grande psicanalista) … ma che ci sia un cammino discendente della psicanalisi in direzione opposta a quello ascendente dell’ascesi appunto ? Krishnamurti lo dice chiaro e tondo, la direzione della psicanalisi non ha niente a che fare con la liberazione. E la magia sessuale neppure !

Maria De Naglowska: autonomia e consapevolezza  magico-sessuale della donna

Avventurarsi nel mistero di vita d’una donna, esoterista e libertina, dalla personalità magnetica, vissuta peregrina a cavallo tra il XIX e XX secolo tra Russia, Europa, Alessandria d’Egitto, alla ricerca di una intensa e generatrice femminilità, dell’affermazione di un femminismo intriso di mistero e di esoterismo, che potesse essere rivelatorio dell’occulto, non è cosa da poco. Certo, occorre essere aperti all’ascolto. Francesco Innella, attraverso una prosa limpida e forte d’un sentire profondo, affronta meravigliosamente le varie tappe di vita di questa donna di San Pietroburgo che pagò a caro prezzo le sue idee radicali, libertarie e l’intelligenza acuta e tenace, sopportando una vita di esilii e difficoltà, lei, di famiglia aristocratica, accusata di satanismo e, probabilmente vittima di una fine da deportata. Dotata di un grande potere fascinatorio, Maria De Naglowska ha attaccato con coraggiosa determinazione le convinzioni del suo tempo su argomenti quali sessualità e femminismo, sia in rapporto col magico che con l’esoterico, dando vita ad una dottrina dalle tematiche tutt’altro che semplici, tutte protese al possibile conseguimento di una autonomia magico sessuale della donna, dimostrando la necessarietà della donna per lo sviluppo ideologico dell’uomo, per la sua virilità spirituale e avvicinandosi al culto della Madre-Dio, la Grande Madre. Il perseguimento dell’illuminazione avviene mediante la magia sessuale, il magnetismo sessuale, che permette il superamento dei limiti della coscienza individuale e che è generato attraverso rituali ricchi di simbologie.Francesco Innella non giudica, racconta, illumina la coscienza del lettore. E lo fa in modo talmente naturale e profondo, che il lettore stesso arriva a nutrire per la donna russa sentimenti davvero forti, anche contrastanti, mai però banali o convenzionali.

Muovendosi con maestria e sapienza nel femminismo esoterico di Maria De Naglowska, egli rivela un universo di comportamenti e simbolismi che permettono di comprendere che accettare tendenze contrapposte può essere fondamentale per poter rianimare l’equilibrio, l’armonia del mondo e del sé. Grandi menti del passato hanno cercato di comunicare che il vero è altrove, che la vera esperienza, quella rivelatoria, va al di là del piano fisico, così, rivela Innella, ha fatto anche questa giovane donna russa, sacrificandosi sull’altare della conoscenza, affrontando una vita difficile, soffrendo, esponendosi nel più intimo sentire per comunicare, nel suo ruolo provocatorio di sacerdotessa dell’amore magico/rivelatorio, l’importanza d’essere donna ed essere, in virtù di questo, depositaria di un sapere dell’oltre. Infine, vorrei rimarcare l’alto messaggio che Francesco Innella offre attraverso questo saggio: smettiamo di vedere il male dove non c’è e apriamoci all’ascolto, alla voce profonda che indica la via.

Gaia Ortino Moreschini

Premessa

Il femminismo magico di Maria De Naglowska

Maria De Naglowska ( 1883 – 1936 ) ebbe una certa popolarità nella Parigi degli anni 30. Esoterista, libertina dopo aver attraversato mezza Europa si trasferì in Francia, da Alessandria d’Egitto. Visse nel quartiere di Montparnasse, la sede degli artisti e dei filosofi. In due locali pubblici: la Coupole e la Rotonde diede lezioni di occultismo.Tradusse il testo di Pascal Randolph: “ La magia sessuale “ e fondò una rivista, “La Freccia, organo di azione magica”. Seguace della gnosi, si adoperò per attuare l’avvento del Regno della Madre che espose nel suo testo dal titolo: “Dottrina del Terzo Termine della Trinità”. Il suo fu un femminismo magico, lei era convinta che il futuro della società sarebbe stato assicurato dalla donna, che doveva essere liberata da 5000 anni di patriarcato. Come ha scritto Alexsandrian: “ Maria De Naglowska ha attaccato le convenzioni che paralizzano la destinazione occulta della donna.

Capitolo I

Una giovane aristocratica nella Russia dei progrom

Maria De Naglowska, nacque a San Pietroburgo il 15 agosto 1883. Figlia del generale De Naglowski e di Caterina Kamaroff. Il padre partecipò alla guerra russo – turca degli anni 1875 -1876, insieme al generale Gurco (1). Dopo la vittoriosa campagna contro i turchi ottenne il governatorato della provincia di Kazan (2). Misterioso fu l’assassinio del padre da parte di un nichilista, che lo avvelenò, durante una partita a scacchi. Il termine nichilismo, che secondo alcuni storici veniva utilizzato per indicare gli eretici cristiani fu usato per la prima volta dallo lo scrittore russo Turgenev nel suo romanzo “ Padri e figli “ che definì nichilista il modo di pensare del protagonista, che era in conflitto con i valori ed i principi del padre.” Anche in Dostoewskij si possono definire nichilisti i romanzi “ Delitto e castigo “ del 1863, “ I Demoni “ del 1873 ed“ I fratelli Karamazov” del 1879. Ma la diffusione del termine nella Russia ottocentesca avvenne per opera dell’anarchico Bakunin e ci fu lo spostamento del significato dal suo ambito filosofico e letterario a quello propriamente politico e sociale. Il nichilista era un libero pensatore che demoliva ogni presupposto, ogni pregiudizio e ogni condizione dei valori tradizionali. I nichilisti russi esaltavano il senso della loro individualità, negavano l’ordine costituito,attaccando i valori della religione, della metafisica e della estetica tradizionale. Un vero e proprio manifesto del movimento fu il romanzo di Cernysevskj, “ Che fare”. E la gioventù russa si infiammò dell’opera “ Catechismo di un rivoluzionario” di Necaev. Dopo la morte della madre,avvenuta nel 1895, l’educazione di Maria fu affidata ad una sua zia che la iscrisse al prestigioso Istituto Smolny che fu fondato da Caterina II come scuola per le ragazze di Russia. E fu anche chiamato il collegio delle donzelle aristocratiche.

Maria si distinse per la sua personalità magnetica e uno spiccato senso dell’onore e della dignità, rivelando buone attitudini al comando e allo stesso tempo, un carattere caldo e sensibile. La fanciulla sentiva l’esigenza di espandere la sua personalità, in tutti i campi delle relazioni umane. La scuola nell’impero zarista non era florida, se non in alcuni grandi centri urbani, altrove regnava incontrastato l’analfabetismo. Uomini di pensiero e politici, che si erano proposti di creare una nuova pedagogia, intrapresero viaggi in Svizzera e riportarono in Russia le innovazioni pedagogiche del paese elvetico. Le ragazze appartenenti alla classi aristocratiche, dovevano imparare a leggere e scrivere, ma anche ad usare il fuso, a tendere il filo a fare ogni cosa con regolarità e pulizia. Veniva impartita una severa educazione religiosa, secondo il dettame della chiesa ortodossa. La finalità dell’educazione russa era quella di formare giovinette che avessero una tranquilla e laboriosa vita professionale. Maria fini con successo i suoi studi allo Smolny Intanto il 6 novembre del 1904 gli “zemstvo” a San Pietroburgo, avanzavano delle richieste di riforme allo Zar Nicola II, che accolse parzialmente una bozza di riforma della Costituzione. Questa base di fermenti fece da sfondo alla successiva fiamma rivoluzionaria che in seguito si sarebbe propagata, dopo gli eventi del 22 gennaio 1905, quando una marcia pacifica di 100.000 mila manifestanti, che era guidata dal Pope Gapon, si diresse al palazzo d’inverno a portare una supplica allo zar. I dimostranti furono oggetti di una feroce repressione, che ebbe come risultato circa 150 morti. La “domenica di sangue” così come fu definita ebbe l’effetto di moltiplicare in tutta la Russia gli scioperi ed i disordini. Si costituirono i soviet, che diedero vita ad una escalation di turbolenze e atti terroristici, che si inasprirono alla notizia della sconfitta della flotta russa a Tsushima, nel corso del conflitto con il Giappone .Ma in quel periodo non si verificarono comunque sollevazioni armate, ne rivolte dell’esercito, tranne l’ammutinamento della corazzata Potemkin, che avvenne il 14 giugno a Sebastopoli. Dopo la rivoluzione del 1905, Maria De Naglowska, divenne una assidua frequentatrice dei salotti bohemien della sua città, dove si riunivano pittori, scrittori e musicisti e in questi circoli conobbe e si innamorò follemente del violoncellista ebreo Hopenko, che decise di sposare ed il matrimonio fu mal visto dai suoi parenti, in quando lei era una aristocratica di religione ortodossa e lui un ebreo per questo motivo dovettero lasciare la Russia e partire prima per Berlino e poi per Ginevra, dove si sposarono.

Ma ciò che influenzò negativamente il rapporto tra Maria De Naglowska ed il marito fu il clima antisemita della Russia zarista. Gli ebrei erano giunti nell’impero russo verso la fine del secolo XVIII, a seguito della suddivisione del Regno di Polonia – Lituania e alla conquista del regno tartaro di Crimea. Già agli inizi del XX secolo, gli ebrei dovevano risiedere in maniera forzata nel cosiddetto “ recinto di insediamento ebraico”, che si estendeva da Vilnius a Minsk, fino a lambire le coste del Mar Nero. I cinque milioni di ebrei che si erano insediati in quell’area erano di lingua yiddish. Ad alcuni ebrei fu concesso il privilegio di potersi recare fuori dal recinto per scopi commerciali. Ma nel 1905, dopo una lunga coesistenza pacifica, il fatto che alcuni attentatori di Alessandro II fossero ebrei scatenò una serie di feroci persecuzioni contro di loro. Infatti, il termine russo “pogrom”, letteralmente devastazione, acquisì il suo significato definitivo e ci fu il massacro sanguinoso degli ebrei di Kishinev.Alcuni volantini identificarono gli ebrei con i rivoluzionari marxisti. Maria de Naglowska, ormai esule a Ginevra, insegnava agli emigrati russi, mentre suo marito dava concerti di violoncello. Nacquero i figli Alessandro e Maria, che furono educati secondo la tradizione ebraica. La Naglowska tornò d più volte in patria, e tentò in vano di conciliarsi con la propria famiglia. Il marito partì per la Palestina e la loro relazione ebbe fine. Ci fu la nascita del terzo figlio Andrea. La Naglowska cominciò a proporre le sue idee libertarie sulla stampa svizzera e fu espulsa. Il figlio più grande era partito per la Palestina con il padre, gli altri due furono affidati alla pubblica beneficenza e la donna russa partì per Roma nel 1920.

Note:

1 – Generale russo ( 1828 -1901 ) che si distinse nella guerra russo – turca. Sconfisse Cevet Pascià e battè Sulaiman Pascià, giungendo in vista di Costantinopoli che non occupò per divieto dello Zar. Dopo la guerra fu governatore di Pietroburgo, Varsavia .
2 – Porto della Russia a sinistra del Volga. Capitale del regno omonimo dal 1440 al 1552 fu conquistata da Ivan il terribile e distrutta da Pungacev nel 1174 e dopo ricostruita da Caterina II.

Nel retro della Coupole iniziazioni  …

Preparazione per cambiare il mondo della “nuova era”

Grimorio

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Motivo per un amuleto proveniente dal grimorio La Gallina Nera. Ricamato su raso nero, recita Nades, Suradis, Maniner; pronunciando queste parole si suppone che appaia un djinn. Dicendo Sader, Prostas, Solaster il djinn sarà obbligato a trovare il vero amore a chi lo ha evocato. Dicendo Mammes, Laher l’amore può essere sciolto.

Un grimorio è un libro di magia. I libri di questo genere vennero scritti in gran parte tra la fine del Medioevo e l’inizio del XVIII secolo. Contenevano soprattutto corrispondenze astrologiche, liste di angeli e demoni, istruzioni per creare incantesimi, preparare medicine e pozioni, invocare entità soprannaturali e fabbricare talismani.

Descrizione

Uomo inciso nel pentagramma, da De Occulta Philosophia di Agrippa von Nettesheim. I segni sul perimetro sono astrologici

Una delle possibili spiegazioni sull’origine della parola “grimorio” viene fatta derivare dal francese antico gramaire, parola avente la stessa radice di “grammatica” e “glamour“. Questo forse perché, verso la fine del Medioevo, le grammatiche latine(libri sulla sintassi e sulla pronuncia latina) erano il fondamento degli studi scolastici e dell’educazione universitaria, controllata dalla Chiesa cattolica e, per la maggioranza analfabeta della popolazione, tutti gli altri libri erano considerati di stregoneria. Inoltre il termine “grammatica” denotava, sia presso letterati che analfabeti, un libro contenente istruzioni.

Grimori degni di nota sono:

Una pagina contenente molti sigilli magici dal Sefer Raziel HaMalakh(Libro di Raziel l’angelo)

Nonostante esistano edizioni originali di quasi tutti i grimori citati, fin dal XIX secolo vengono messi in commercio dei falsi o delle edizioni mal tradotte (molti dei testi originali sono in francese o in latino, e piuttosto rari).

Verso la fine del XIX secolo molti di questi testi (tra cui quello di Abramelin e le Chiavi di Salomone) furono recuperati da organizzazioni esoteriche pseudo-massoniche quali l’Hermetic Order of the Golden Dawn e l’Ordo Templi OrientisAleister Crowley, uno dei protagonisti in entrambi i gruppi, funse poi da ispiratore per molti movimenti contemporanei compresi wiccasatanismo e la magia del caos.

Alcuni considerano un grimorio moderno il Necronomicon, nato sul seguito dello pseudobiblium inventato da Howard Phillips Lovecraft, ispirato dalla mitologia sumera e dall’Ars Goetia, una sezione del Lemegeton che riguarda le invocazioni demoniache. Come esplicitamente indicato dallo stesso Lovecraft in molte delle sue lettere, il Necronomicon è una sua invenzione e non è mai esistito.

Anche il manoscritto Voynich potrebbe essere un grimorio, anche se il suo contenuto non è mai stato decifrato e potrebbe anche essere un falso storico.

Si conoscono anche libri di incantesimi (chiamati anche “papiri magici”) più antichi e chiamati alcune volte grimori dagli studiosi contemporanei. La maggior parte di questi è stata recuperata tra le sabbie dell’Egitto ed è scritta in greco antico o in egizio demotico.

Voci correlate

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s