Il legame fra STARWARS e Ascona ??? Noh dai, non ci credo … e invece …

Ad Ascona dal ’33 si riuniscono molti intellettuali che ricercano i punti di contatto fra Occidente e Oriente …

Joseph Campbel è stato uno dei relatori di queste conferenze di Eranos ad Ascona. Si pensa a questi incontri come qualcosa di inavvicinabile, per cervelloni e professoroni, magari di una noia mortale …  Poi si va al cinema inconsapevoli,  senza sapere che i relatori di questo conferenze scrivono opere che ispirano per esempio … Guerre Stellari !!!

Influenze di Joseph Campbel : 

George Lucas è stato il primo regista di Hollywood a subire l’influenza di Campbell. Lucas ha dichiarato, dopo l’uscita del primo film Guerre Stellari (Star Wars) nel 1977, che la sua storia è stata ispirata, in parte, da idee descritte in L’eroe dai mille volti e altre opere di Campbell. Il collegamento tra Star Wars e Campbell è stato ulteriormente rafforzato quando in successive ristampe del libro di Campbell è stata usata l’immagine di Mark Hamill come Luke Skywalker nella copertina.

Campbel studiò alla Columbia University, appassionandosi alla storia e alla cultura dei nativi americani. Viaggiò con altri studenti in California, Messico, Guatemala, Nicaragua, Panama e Cuba, quindi,dopo la laurea, si perfezionò in Germania, studiando sanscrito e Filologia indoeuropea. Per Campbell fu importante l’incontro con Jiddu Krishnamurti, avvenuto durante il suo viaggio europeo, ma anche l’amicizia con John Steinbeck e con Edward Ricketts, nate durante un viaggio in California, e con Heinrich Zimmer (di cui curò l’edizione di alcune opere), oltre alle letture di Carl Gustav Jung e, soprattutto all’inizio, quando pensava di scrivere opere di finzione, Robinson Jeffers, James Joyce o Thomas Mann. Altri autori citati nelle sue ricerche sono Arthur Schopenhauer, Friedrich Nietzsche, Sinclair Lewis, Leo Frobenius, l’etnologo tedesco Adolf Ellegard Jensen (1899-1965), gli psicologi Abraham Maslow e Stanislav Grof e l’anonimo autore del Libro tibetano dei morti.

L’eroe dai mille volti, pubblicato per la prima volta nel 1949 da Pantheon Books, è un’opera di mitologia comparata in cui Campbell, confrontando i miti di varie culture del mondo, introduce una sua teoria che riguarda la struttura mitologica del viaggio dell’eroe “archetipo”.

L’eroe dai mille volti

L’eroe dai mille volti
Titolo originale The Hero with a Thousand Faces
Autore Joseph Campbell
1ª ed. originale 1949
1ª ed. italiana 1984
Genere saggio
Lingua originale inglese

L’eroe dai mille volti, pubblicato per la prima volta nel 1949 da Pantheon Books, è un’opera di mitologia comparata di Joseph Campbell. In essa l’autore, confrontando i miti di varie culture del mondo, introduce una sua teoria che riguarda la struttura mitologica del viaggio dell’eroe “archetipo”.

Nello scrivere il libro, l’autore si è rifatto anche a teorie psicoanalitiche, in particolare di Carl Gustav Jung e a testi di antropologia e religione comparata come Il ramo d’oro di James Frazer. Dalla pubblicazione de L’eroe dai mille volti, la teoria di Campbell è stata consapevolmente applicata da un’ampia varietà di scrittori e artisti moderni. Il regista George Lucas ne ha riconosciuto un’influenza nei film di Guerre stellari.

La Fondazione Joseph Campbell e la New World Library hanno pubblicato una nuova edizione di The Hero with a Thousand Faces nel luglio 2008 come parte della serie di libri, registrazioni audio e video di Collected Works of Joseph Campbell. Nel 2011, il Time ha inserito il libro nella propria lista dei 100 libri migliori e più influenti scritti in inglese da quando la rivista è stata fondata nel 1923.

  • Prologo: Il monomito
    • 1. Il mito e il sogno
    • 2. Tragedia e commedia
    • 3. L’Eroe e il Dio
    • 4. L’ombelico del mondo
  • Parte I. L’avventura dell’eroe
    • I. La partenza
      • 1. L’appello
      • 2. Rifiuto all’appello
      • 3. L’aiuto soprannaturale
      • 4. Il varco della prima soglia
      • 5. Il ventre della balena
    • II. L’iniziazione
      • 1. La strada delle prove
      • 2. L’incontro con la dea
      • 3. La donna quale tentatrice
      • 4. Riconciliazione con il padre
      • 5. Apoteosi
      • 6. L’ultimo dono
    • III. Il ritorno
      • 1. Rifiuto a ritornare
      • 2. La fuga magica
      • 3. L’aiuto dall’esterno
      • 4. Il varco della soglia del ritorno
      • 5. Signore dei due mondi
      • 6. Libero di vivere
    • IV. Le chiavi
  • Parte II. Il ciclo cosmogonico
    • I. Emanazioni
      • 1. Dalla psicologia alla metafisica
      • 2. Il ciclo universale
      • 3. Fuori del vuoto-spazio
      • 4. Entro lo spazio-vita
      • 5. La suddivisione dell’Uno nei Molti
    • II. La nascita della vergine
      • 1. La madre dell’universo
      • 2. Origine del destino
      • 3. Fonte di redenzione
      • 4. Racconti popolari sulla vergine-madre
    • III. Trasformazioni dell’eroe
      • 1. L’eroe primordiale e l’eroe umano
      • 2. Infanzia dell’eroe umano
      • 3. L’eroe quale guerriero
      • 4. L’eroe quale amante
      • 5. L’eroe quale imperatore e tiranno
      • 6. L’eroe quale redentore del mondo
      • 7. L’eroe quale santo
      • 8. La partenza dell’eroe
    • IV. Dissoluzione
      • 1. Fine del microcosmo
      • 2. Fine del macrocosmo
  • Epilogo
    • 1. Il trasformatore di forme
    • 2. La funzione del mito, del culto e della meditazione
    • 3. L’eroe oggi
  • Note
  • Indice delle illustrazioni
  • L’eroe dai mille volti, trad. Franca Piazza, Milano: Feltrinelli, 1958; 1984 ISBN 8807080184; Parma: Guanda, 2000 ISBN 8882461955; 2007 ISBN 9788882461959; Torino: Lindau, 2012 ISBN 9788867080236 ISBN 978886708452
  • Collabora a Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su L’eroe dai mille volti
  • (EN) L’eroe dai mille volti, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Modifica su Wikidata
  • (EN) Edizioni e traduzioni di L’eroe dai mille volti / L’eroe dai mille volti (altra versione), su Open Library, Internet Archive. Modifica su Wikidata
  • (EN) L’eroe dai mille volti, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation. Modifica su Wikidata
Guerre stellari è stato il film che all’età di sette anni mi ha catapultato in un mondo di avventurosa fantasy mai vista prima. L’aver scelto come introduzione a questo mio intervento un immagine di Luke Skywalker dal capolavoro di George Lucas non è certo un caso.
Non è un caso che il secondo libro di questo viaggio nel mito sia un dialogo/intervista tra Joseph Campbell e Bill Moyers che si svolse all’interno dello Skywalker Ranch di George Lucas.
“…Quindi i nuovi miti saranno al servizio delle nuove storie. Vedendo Guerre Stellari mi venne in mente un passo di San Paolo: “Io combatto contro le forze e poteri del nemico”. Persino nelle caverne del calciatore dell’età della pietra troviamo scene di lotta contro forze e poteri nemici. La lotta continua anche nei moderni miti tecnologici”.
Dalle pitture rupestri a Guerre Stellari, l’uomo ha sempre raccontato storie, affascinato un pubblico, cercato risposte, e ogni volta lo ha fatto attraverso le medesime figure, simboli e percorsi. Anche oggi, nel rocambolesco mondo dell’intrattenimento moderno, lo sceneggiatore ha sostituito lo sciamano, l’autore di best-seller il cantastorie, ma il protagonista di miti, favole e racconti resta tutt’ora insostituibile. Perché dietro a Teseo smarrito nel labirinto, dietro alla vendetta di Edmond Dantès, dietro al periglioso viaggio dell’Ulisse di Omero, dietro a Luke Skywalker e Han Solo si cela sempre lo stesso, irrinunciabile personaggio principale, fedele ritratto del proprio pubblico: l’uomo.
E così ecco il mito, ecco la tragedia e la commedia, ecco il teatro, i romanzi, i film continuano con rinnovato vigore a fabbricare sogni in formato kolossal a uso e consumo dello spettatore. I tre libri presentati ci spiegano che se è vero che i film e i libri d’avventura utilizzano nella maggior parte dei casi la formula narrativa del monomito teorizzata da Campbell, a sua volta elaborazione fantastica delle tappe di crescita dell’uomo comune, allora si potrebbe quasi affermare che in ogni potenziale destinatario tale consapevolezza giaccia sopita, in attesa di essere risvegliata dall’opera giusta. Dai racconti intorno al fuoco ai poemi epici, dal Beowulf all’ Enrico V alle maggiori saghe cinematografiche e letterarie: ad esempio Re Artù di Goffredo di Monmouth, Il Signore degli Anellidi Tolkien, Guerre stellari di Lucas, Highlander di Mulcahy, Dune di Herbert, Matrix dei fratelli Wachowsky, Harry Potter di J. K. Rowling, Il gioco di Ender di Orson Scott Card, Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas fino a Lost di JJ Abrams e altri ancora.
Chi si farà prendere dalla storia sarà costantemente pungolato dal ricorrere di mille domande: “Cosa farei io al posto suo? Come reagirei? Scapperei? Mi batterei? Riuscirei a sconfiggere il drago? Troverei il coraggio di salvare la principessa?”.L’eroe dai mille voltidi Joseph Campbell, Guanda editore.
Lo scopo del libro è quello di rivelare alcune delle verità celate dietro le immagini delle numerose religioni e mitologie dell’umanità lasciando che il significato originario, distorto nel corso dei secoli, si riveli da sé: riappropriatosi dell’antica capacità di leggere il linguaggio simbolico, l’uomo moderno potrà cogliere nell’ampia varietà dei miti e dei racconti popolari di tutto il mondo, un filo rosso capace di unire le culture di ogni tempo. L’ultima parte di questo libro è dedicata al ciclo cosmogonico, dai racconti popolari della creazione, della redenzione necessaria tramite una vergine-madre, alla nascita dell’eroe e alla sua continua metamorfosi, fino alla dissoluzione del ciclo vitale dell’uomo e del mondo.Campbel, grande studioso autodidatta, ha fatto legami molto interessanti tra lo studio della mitologia comparata e la psicologia. Si è ispirato a Carl Gustav Jung, che credeva nell’esistenza di archetipi nell’inconscio collettivo. Questi archetipi condividono la struttura della maggior parte dei miti di tutte le culture del mondo.
Questa struttura può essere, ad esempio, quella del “Mito dell’Eroe”, presente in varie culture. La vita dell’Eroe, a grandi linee, passa quasi sempre da questi stadi:

– nascita misteriosa;
– relazione complicata col padre (orfano, padre cattivo, etc),
– ritiro dalla società, apprendimento di una lezione (molte volte aiutato da una guida soprannaturale, un maestro Jedi, un mentore Stegone etc),
– ritorno alla società e riporto dei suoi apprendimenti in quella società, molte volte grazie ad un’arma che solo lui/lei può usare (una spada laser, un modulo estraniante etc)

Non siamo soli ad affrontare l’avventura, perché gli eroi di tutte le epoche ci hanno preceduti. Il labirinto non ha più segreti. Dobbiamo semplicemente seguire il filo lungo il percorso dell’eroe, e dove pensavamo di incontrare un mostro, troveremo un dio. Dove pensavamo di uccidere altri, uccideremo noi stessi. Dove pensavamo di dover cercare all’esterno, ci ritroveremo invece al centro della nostra esistenza. E dove avevamo pensato di essere soli, avremo tutto il mondo al nostro fianco.

 

George Lucas, sul libro di Joseph Campbell ha dichiarato: “Non sapevo cosa stavo facendo a quel tempo (scrivendo Star Wars). Iniziai a lavorarci su, a fare ricerca, a scriverlo, e un anno passò. Scrissi molte bozze di questo lavoro e a un certo punto incappai ne L’eroe dai mille volti. Era la prima volta che iniziai davvero a mettere a fuoco il progetto. Una volta letto il libro dissi a me stesso: “è questo il genere di mito che stavo cercando di descrivere, è lui”. […] Fu L’eroe dai mille volti che mi fece orientare in quelle 500 pagine di storia per capire quale dovesse essere la trama, quale la conclusione, quale il “focus”, quale il dispiegarsi della storia complessiva. Era tutto là; ed era là da migliaia di anni, come il prof. Campbell aveva spiegato. E mi dissi: “ci siamo”. […] È possibile che se non mi fossi imbattuto in quel libro starei ancora scrivendo Star Wars”.

Il potere del mito, Joseph Campbell e Bill Movers, Neri Pozza
Le pagine che seguono costituiscono il puntuale resoconto di una lunga conversazione tra Bill Moyers, una delle grandi firme del giornalismo americano, e Joseph Campbell. Parte della conversazione ebbe luogo allo Skywalker Ranch di George Lucas, il celebre regista e produttore che ha pubblicamente riconosciuto l’enorme influenza degli studi mitologici di Campbell sul suo cinema. “Perché abbiamo bisogno della mitologia?”: questa domanda ricorre in varie forme nel testo e ne rappresenta, in un certo senso, il filo conduttore. Campbell non si sottrae al compito di offrire al lettore una risposta chiara ed esauriente. I miti, per lui, non sono soltanto i “resti” del mondo antico che coprono le pareti del nostro sistema interiore di credenze, come i cocci del vasellame rotto in un sito archeologico. I miti, e i rituali che li evocano, riaffiorano puntualmente in molte delle cose della vita di oggi, dalla religione alla guerra, dall’amore alla morte, poiché riposano sulla “continua necessità della psiche umana di trovare un centro fatto di principi profondi”. Senza cesure e tuttavia senza contrasti, il grande studioso parla liberamente di tradizioni e racconti egizi e greci, ebraici e indiani, islamici e pellerossa, di narrazioni bibliche e chansons de geste, delle tribù dell’Oceania e di Martin Luther King, della cattedrale di Chartres, di John Wayne, Re Artù e Star Wars, accomunandoli nella sua affabulazione di cantore del potere del mito

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Il viaggio dell’eroe
Chris Vogler, Audino Editore.
Il film e la fiction tv raccontano storie. Le narrazioni più coinvolgenti, quelle che, a seconda dei casi, ci tengono incollati allo schermo col fiato sospeso o ci lavorano dentro per riemergere alla mente nelle ore o nei giorni successivi, sono quasi sempre riconducibili agli antichi miti. Forse perché, come ha scritto Jung, se il sogno è il mito individuale, i miti rappresentano i sogni collettivi dell’umanità. E il grande cinema è anch’esso sogno collettivo. Questo libro tenta di analizzare la figura del protagonista del film, con le stesse categorie con cui lo studioso americano Joseph Campbell, analizza l’eroe mitico e il suo percorso avventuroso.
Ma non si tratta in questo caso di un saggio antropologico o sociologico, bensì di una guida all’analisi della struttura fondante della sceneggiatura.
Infatti l’eroe mitico è la metafora del protagonista di qualsiasi film in cui il personaggio principale compia nel racconto per immagini un percorso che lo porti alla fine della storia a conquistare una nuova consapevolezza. La struttura di questo viaggio, le stazioni di questo procedere, le figure ed i passaggi che porteranno l’eroe a compiere un tragitto “iniziatico”, tutto questo viene spiegato nel libro con riferimenti continui a sequenze di grandi film. Un testo che nasce da una rielaborazione narratologica che parte da Aristotele e la sua “Poetica” e, passando per Freud e Jung, Lucas e Spielberg, torna a noi.

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