CONFERENZA ZOOM SU MONTE VERITÀ

TESTO DELLA CONFERENZA:

Antonio Girardi                  Introduzione della serata

–          I mercoledì della S.T.

Intervista ad Andrea BIASCA CARONI su Monte Verità :

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Arcadia non Utopia ! 

Diversamente da come abbiamo sentito fino ad oggi, il termine “utopia“, coniato da Tommaso Moro, non ha la stessa connotazione del termine Arcadia: non riprende una società ed una Natura idealizzata dall’uomo secondo le sue esigenze; l’Arcadia rappresenta il risultato spontaneo della vita vissuta naturalmente, lontano dalla corruzione della civiltà.

Arcadia come un mondo perduto, di felicità perfetta e duratura, raccontato come un ricordo lontano e felice. Anche l’opera Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare è ambientata entro i limiti di un regno con le stesse caratteristiche dell’Arcadia, governato da un re fatato e una regina. Nell’ultimo decennio del XVI secolo, Sir Philip Sidney fa circolare delle copie di un suo poema eroico The Countess of Pembroke’s Arcadia, stabilendo l’Arcadia come un modello del Rinascimento.

Il tema dell’Arcadia fu in gran voga anche nel XVIII secolo: celebre è il villaggio costruito a Versailles, dove la regina Maria Antonietta, smessi i panni di sovrana, aveva l’occasione di essere una felice contadinella in un mondo fatato ed idilliaco.

L’idea originaria nasce in Slovenia, in un sanatorio a Bled dove si incontrano i pionieri. L’origine : Arnold Rikli (1823–1906, Canton Berna), preoccupandosi della salute dei suoi operai nel 1854 fonda un sanatorio nella cittadina ungherese di Veldes, l’odierna Bled in Slovenia.

Il metodo si basava sull’idroterapia così come era praticata dagli anni Trenta dell’Ottocento dall’abate naturopata Sebastian Kneipp (1821–1897) cui Rikli abbinò successivamente una «cura atmosferica» che combinava getti d’acqua fredda e bagni di vapore con esercizi di rafforzamento, allenamento fisico dieta vegetariana e prolungate esposizioni al sole. I pazienti dovevano guarire grazie a questa alternanza di «stimolazioni atmosferiche». Mentre la medicina ufficiale, che rifiutava le teorie di questo «Dottor Sole » autodidatta, comincerà a curare le malattie polmonari mediante cure di riposo in altitudine solo trent’anni dopo, il cosiddetto Lebensreformbewegung (Movimento per la vita sana) fu invece presto ispirato dall’approccio di Rikli.

La dieta senza muco di Arnold Ehret che per un pó ha gestito la cucina MV è ancora oggi molto seguita !! Consultate il sito https://www.arnoldehret.it

Gli inizi :

La ferrovia del San Gottardo, che apre nel 1882 permette ai sognatori di Monte Verità di pensare concretamente ad un progetto con un clima più mite, magari affacciato ad un lago e il primo lago che si incontra a sud delle Alpi è il Lago Maggiore. Il terreno Monescia (su cui sorgerà Monte Verità) era stato comprato dal consigliere nazionale teosofo Alfredo Pioda già nel 1889 senza esito e Nel 1889, nella rivista «Lux», l’organo dell’«Accademia internazionale di studi di Spiritismo e Magnetismo» con sede a Roma, apparve l’annuncio della fondazione di Fraternitas, una società per azioni. Scopo della società era la creazione di un convento laico su di una collina nei dintorni di Locarno «in un terreno libero, all’aria salubre, lontano dal mondo», per accogliere «studenti» della teosofia, per permetter loro di con­cre­tiz­zare l’idea di una vita in umana fratellanza. Proprietario del terreno sull’altura della Monescia sopra Ascona ed autore dell’annuncio, il locarnese dott. Alfredo Pioda, filosofo, storico, politico di aera liberale e consigliere nazionale, presidente della loggia teosofica milanese H.P.Blavatsky, cofirmatari dell’appello, intima della la fondatrice della nuova società teosofica Helena Petrowna Blavatsky, la contessa Constance Wachtmeister e Franz Hartmann. Negli ambienti teosofici che i fondatori frequentavano era quindi nota la questione.

–          Ci puoi parlare dei primi pionieri?

Non sarà però Pioda a fondarlo per motivi che spiegheremo, ma vendette per 140’000 franchi dell’epoca il terreno a Henry Oedenkoven figlio di industriali. I fondatori giunsero da ogni dove: Henry Oedenkoven da Anversa, la pianista Ida Hofmann dal Montenegro, l’artista Gusto Gräser e il fratello Karl Gräser dalla Transilvania. Uniti da un ideale comune, si insediarono sul “Monte Monescia”, che ribattezzarono Monte Verità. Vestiti con gli indumenti “della riforma” e con i capelli lunghi, lavorarono giardini e campi, costruirono spartane capanne in legno rilassandosi con l’euritmia e bagni di sole integrali, esponendo i loro corpi a luce, aria, sole e acqua. La loro dieta escludeva cibi animali e si basava interamente su piante, verdura e frutta. Adoravano la natura, predicandone la purezza e interpretandola simbolicamente come l’opera d’arte ultima. “Il prato di Parsifal”, “La rocca di Valchiria” e “Il salto di Harras” erano nomi simbolici che con il tempo furono adottati addirittura dalla popolazione di Ascona, la quale inizialmente aveva considerato la comunità con sospetto.

In sostanza si trattava di una pensione, il prezzo dai 5 ai 9 Franchi al giorno, le stanze doppie con servizi, riscaldamento a vapore. Per l’inverno i bagni di sole all’interno dietro a vetrate apposite. Il servizio ridotto al minimo, si doveva rifare la propria stanza e servirsi nella mensa comune dove ogni ospite trovava nel suo cassetto le posate e una volta scritti i desiderata gli pasti ingredienti dei pasti.

Gli ideali dei Monteveritiani si forgiano nel quartiere artistico di Monaco Schwabing dove si sogna di fuggire il mondo urbano seguendo l’ideale di Thoreau, Walden, vita nei boschi. Notare che Thoreau è discepolo dello spiritualista Ralph Waldo Emerson che già nel Nel 1836, Emerson pubblicò il suo primo libro, Nature e fondò, con altri intellettuali il periodico The Dial, che servirà da tribuna di confronto per il movimento del Trascendentalismo.

È utile notare che per i magistrati britannici che lavorano in India durante la colonizzazione, uno dei principali motivi iniziali per l’acquisizione del sanscrito e la traduzione di testi indù selezionati fu quello di facilitare la giurisdizione politica sulla popolazione indiana. Uno dei primi testi sanscrito che si scelse di tradurre è stato l’antico codice legale indù, il Manu-smṛti o “Leggi di Manu” – una scelta dettata tanto da considerazioni legali e politiche quanto da interesse scientifico. La sua rivoluzionaria traduzione, che intitolò The Institutes of Hindu Law (1794), si rivelò essere uno dei primi libri che Emerson – e dopo di lui, Thoreau – consultò nei suoi primi tentativi di acquisire una conoscenza delle tradizioni indiane.

Da notare che La Società Teosofica è stata ben preceduta dalla fondazione nel 1784 dell’Asiatic Society of Bengal, un’associazione di studiosi composta inizialmente da una trentina di funzionari pubblici britannici che lavoravano a Calcutta sotto l’egida della East India Trading Company. La grande ambizione della Società era quella di scoprire tutto ciò che poteva essere conosciuto sulla storia umana e naturale del vasto subcontinente indiano e di diffondere questa conoscenza per un pubblico più ampio di lettori inglesi ed europei. Nel giro di pochi anni, un torrente di traduzioni, monografie e articoli su una vasta gamma di argomenti pubblicati dalla stampa della Società trasformarono totalmente il sapere europeo di diverse civiltà asiatiche, passate e presenti. 

Tornando ai nostri eroi, la loro organizzazione sociale, basata su un sistema cooperativo e attraverso il quale si impegnavano ad ottenere l’emancipazione della donna, l’autocritica, nuovi modi di coltivare la mente e lo spirito e l’unità di corpo e anima, può essere definita come una comunità utopica e prende spunto da Tolstoy (la teosofa Ida  Hoffman compagna di Henry, il finanziatore) ne è assidua lettrice. Un mito ispiratrice fu senz’altro Jàsnaja Poljàna («Radura Serena») la tenuta in cui visse, operò e fu sepolto lo scrittore russo anch’esso non immune agli studi teosofici Lev Tolstoj (1828-1910),  La fama di Tolstoj è legata anche al suo pensiero pedagogico, filosofico e religioso, da lui espresso in numerosi saggi e lettere che ispirarono, in particolare, la condotta nonviolenta del Mahatma Gandhi (presidente de congresso Indiano dopo Annie Besant … ma questa è un’altra storia) .

Gustav Arthur Gräser, noto anche come Gusto Gräser (Brasov, 16 febbraio 1879 – Monaco di Baviera, 27 ottobre 1958), era poeta e pacifista. È considerato come uno dei padri dei movimenti alternativi  ed insieme a suo fratello Karl Gräser (1875–1920) fu uno dei fondatori della comunità del Monte Verità ad Ascona. Allievo di Diefenbach (da vedere il film di Martone “Capri Revolution”) sicuramente il vero profeta senza mezzi termini che si farà addirittura espellere da Monte Verità perché contrario al fatto che il Monte diventi una pensione con ristorante e alloggio. Graeser sara il maestro di Herman Hesse e i due soggiorneranno per un periodo nella Grotta di Arcegno in una sorta di ritiro ascetico/spirituale. (vedi il cortometraggio “La caverna della libertà” mio e di Julian Martin). Il loro rapporto sarà un tira e molla e Hesse riconoscerà la sua influenza a fasi alterne. Consiglio la lettura di Monte Verità di Hesse.

Il protagonista lascia la sua amata per un ritiro spirituale in una capanna, ma dopo un anno stremato torna nel mondo e al congresso teosofico di Monaco del 1907 ritrova l’innamorata nelle vesti di un’importante teosofa …

Nella foto di Monaco 1907 Steiner e Besant siedono “ancora” di fianco … il caso Krishnamurti non è ancora esploso, sono tempi non sospetti …

Il soggiorno di Hesse e Gusto nella Grotta dei Pagani è documentato in maniera non ufficiale secondo la fondazione di Montagnola … io sono convinto anche per il racconto di Heveline Hasler e per il fatto che … beh

Per chi volesse avventurarsi e trovare la grotta allego il link della mappa .

Questo cortometraggio che ho realizzato è romanzato ma il luogo è quello vero dove i due eroi hanno mangiato radici leggendo la Bhagavadgītā

Il sito di Graeser va visitato !!! 

Hermann Hesse

e la Lebensreform

Si è discusso anche dell’interessamento manifestato da Hesse nei confronti della cosiddetta Lebensreform, movimento culturale sorto a cavallo tra Otto e Novecento in Germania e Svizzera, che proponeva una riforma radicale dello stile di vita in voga nelle città occidentali, e aveva determinato la nascita di sanatori e piccole comunità utopiche. Già a Gaienhofen, sul lago di Costanza, Hesse ebbe occasione di frequentare artisti e intellettuali la cui esistenza si ispirava alle idee naturiste di Tolstoj e H. D. Thoreau. Risulta apprezzasse l’arte figurativa Jugendstil, il Liberty tedesco, e in particolare le opere di Hugo Höppener, detto Fidus, che comparivano sulle riviste Lebensreform, come Jugend.

Nel 1907 Hesse soggiornò qualche settimana presso il sanatorio Monte Verità sopra Ascona, in Ticino, per seguire una terapia naturista finalizzata a disintossicarsi da un’eccessiva assunzione di alcool. La cura prevedeva, oltre ad un contatto diretto con la natura incontaminata delle montagne del lago Maggiore, una rigida dieta vegetariana e quotidiani bagni di sole (elioterapia). Dagli incontri con queste comunità Hesse trasse ispirazione per personaggi di alcuni suoi racconti minori[19].

Altri accenni sono presenti anche in Peter Camenzind e Demian. Nel complesso, pur simpatizzando con i riformatori, Hesse tenne sempre un aristocratico distacco nei loro confronti, a causa soprattutto del fanatismo che caratterizzava questi ambienti, per il quale provò sempre un certo, sincero disgusto. Hesse lamentava anche una carenza di spiritualità nelle loro pratiche. Scrive a tal proposito il Carminati: «Nel racconto Tra le rocce, marcatamente autobiografico e scritto durante il soggiorno asconese o nel periodo immediatamente successivo, si riconosce alle pratiche naturiste una certa positività. Ciò nonostante l’insufficienza di benefici per lo spirito, anzi una totale mancanza di esperienze spirituali, che per un essere colto ed evoluto, un artista dotato di esigenze estetico-spirituali di un certo spessore non è dettaglio irrilevante, rischiano di rivelarsi irrimediabilmente abbrutenti».[20]

Lebensreform

(“Riforma della vita”) fu un movimento culturale attivo nella Germania guglielmina a cavallo dei due secoli. Alla moderna società urbana e industriale veniva contrapposto un nuovo stile di vita, indifferente alle convenzioni sociali, che propugnava valori come il ritorno alla natura, il nudismo, il vegetarianismo, lo spiritualismo, il pacifismo.

Per la salute del corpo si consigliavano bagni e abbronzatura, ginnastica e danza, da praticare nudi. Si promuovevano un’agricoltura biologica e un’alimentazione naturale (evitando cibi cotti e zuccheri), e l’astensione da alcol e tabacco.

Principali figure di questo variegato movimento erano il pittore simbolista Karl Diefenbach, l’abate Sebastian Kneipp, l’antroposofo Rudolf Steiner, lo scrittore Herman Hesse, il poeta Gustav Graser, ma anche antisemiti come Richard Ungewitter.

Ad Ascona in Svizzera venne fondata Monte Verità, una comunità e casa di cura, dove venivano messi in pratica questi principi, attirando ospiti famosi.

Hermann Hesse (1877 – 1962) e Gusto Gräser :

Hesse conobbe Gräser intorno al 1900; la sua figura e il suo pensiero sono già visibili in CAMENZIND. Nella primavera del 1907, il poeta seguì il suo “amico e guida” al Monte Verità, visse con lui in una grotta nelle Alpi del Sud, e provò per settimane a fare l’eremita IN THE ROCKS, digiunando e praticando il nudismo. Anche se questo primo “noviziato” fallì a causa della sua debolezza fisica, dopo dieci anni di allontanamento Hesse tornò con pieno di rimorsi tra le braccia del suo amico nel 1916. Stando con lui, visse una rinascita spirituale, la grande trasformazione della sua vita. In Gräser sperimentò la guida del proprio sé, e in sua moglie Elisabeth un’immagine della Grande Madre.

L’ex volontario di guerra era ora trasformato in un determinato oppositore della guerra e un campione della non violenza. Nella seconda parte del DEMIAN traspone le sue esperienze in forma poetica, in saggi e appelli esprimette il suo nuovo atteggiamento. Il culmine del suo impegno con Gräser, che però rimase per lo più anonimo, fu l’enfatico pamphlet ZARATHUSTRAS WIEDERKEHR (il ritorno di Zaratusstra) del 1919, che avrebbe aperto la strada al suo amico nella Germania del dopoguerra.

Dopo un nuovo ritiro della durata di dieci anni, che chiamerà più tardi come “tradimento” e “fuga”, Hesse ritrova finalmente la sua strada verso il tanto denigrato Gusto intorno al 1930. MORGENLANDFAHRT e GLASPERLENSPIEL (il Giuoco delle Perle di Vetro, che contribuì al Nobel nel ’46)  sigillano il ritorno all’amico e maestro venerato come yogin, confessore e maestro, il rinnovo del loro patto di Monte Verità.

Karl Wilhelm Diefenbach (Hadamar, 21 febbraio 1851Capri, 15 dicembre 1913) è stato un pittore e utopista tedesco.

Riformismo sociale

Diefenbach fu un pioniere del nudismo e del movimento pacifista. La comune da lui fondata a Vienna, attiva tra il 1897 e il 1899, fu uno dei modelli per l’insediamento di Monte Verità ad Ascona.

Perseguì ideali di riforma sociale professando un complesso di idee, delle quali facevano parte una condotta di vita in armonia con la natura, il rifiuto della monogamia, l’alienità a qualsiasi religione (sebbene egli fosse un seguace della teosofia[1]), la pratica di una dieta vegetariana. Quando la sua comune andò in bancarotta, si trasferì sull’isola di Capri, dove trascorse tutto il resto della sua vita.

 I progetto “Humanitas” a Monaco di Diefenbach era sostenuto da una cerchia di amici tra cui il pacifista e vincitore del premio Nobel per la pace, Bertha von Suttner, e lo scrittore Michael Georg Conrad. Membri della comune di Himmelhof comprendevano artisti internazionali come i pittori Frantisek Kupka, Konstantinos Parthenis e Gusto Gräser (uno dei fondatori del Monte Verita in svizzera), Hugo Höppener, alias Fidus (più tardi simpatizzante nazista) e l’attivista per i diritti degli animali Magnus Schwantje e Gustav Klimt

–          Quale fu l’influenza del movimento teosofico?  E quale il ruolo di Alfredo Pioda, Franz Hartmann e Constance Wachtmeister?

Nel 1889 Alfredo Pioda, consigliere nazionale e teosofo di Locarno con Franz Hartmann e la contessa Constance Wachmeister sogna senza mai realizzare la fondazione di un convento laico teosofico che chiamerebbe “Fraternitas” sulla cosiddetta Monescia, l’attuale Monte Verità.

Ma chi sono questi 3 personaggi così legati a HPB ?

  1. Alfredo Pioda (Locarno, 1º novembre 1848 – Locarno, 7 novembre 1909) è stato un filosofo, giurista e politico svizzero.

Membro del Consiglio nazionale ticinese. Alfredo Pioda militava per il partito liberale radicale e diventò presidente del partito nel 1900.[1]

Nel 1889 Pioda insieme a Franz Hartmann e Constance Wachtmeister cercò senza portare a termine il suo sogno di costruire un convento di teosofia con il nome Fraternitas sull’allora Monescia, che era per gran parte proprietà sua. Il convento non venne realizzato da lui personalmente poiché nel 1900 vendette il terreno ai fondatori della cooperativa del Monte Verità. 

–          Com’era la realtà sociale ed economica del Ticino in quel tempo?

Il Pioda dovette delegare il suo sogno ai quattro giovani a causa dei moti liberali (ricordiamo che il Pioda è presidente del partito liberale, e che, pur condividendone le ragioni, non aveva partecipato alla Rivoluzione del 1890 – divenne l’ideologo dell’indirizzo moderato e pragmatico del governo, sostenendo la necessità di “una nuova forma di vita pubblica” e “di lavoro comune pel vantaggio comune”. In quegli anni purtroppo però la lotta fra liberali e conservatori arrivava anche all’uso della violenza che il Pioda cerca di placare.  

La cosiddetta rivoluzione dell’11.9.1890, e cioè il colpo di Stato messo in atto da alcuni esponenti e militanti liberali ticinesi a danno del governo conservatore, fu l’ultimo tentativo di mutare con la forza l’ordinamento politico del cant. Ticino. Il moto rivoluzionario del 1890 provocò un energico intervento dell’autorità federale.  Ne scaturì un profondo mutamento del sistema politico ticinese, in particolare con l’elezione di governo e parlamento secondo criteri proporzionali, che obbligò i principali partiti a trovare forme di collaborazione. Da cant. turbolento e instabile, il Ticino divenne così, suo malgrado, una sorta di laboratorio politico della rappresentanza proporzionale – applicata per la prima volta in Svizzera – e del consociativismo.

Alfredo Pioda teosofo : 

https://repository.supsi.ch/4773/1/3.%20M.%20OSTINELLI.%20Il%20pensiero%20di%20Alfredo%20Pioda.pdf

Anche se non trovo conferma su Wikipedia dove trovo che il primo centro fu quello di Vicenza nel 1902 in altre fonti leggo che in Italia  Il primo Centro Studi Teosofici fu promosso nel 1891 a Milano dalla signora J. Murphy in collaborazione con uno scrittore di Locarno, il dott. Alfredo Pioda. Non ricordo dove ma ho letto da qualche parte che la prima traduzione di un pamphlet “Teosofia” del 1889 è stata la prima pubblicazione teosofica in Italiano. Non ho la certezza della fonte, chiedo scusa e magari qualcuno potrebbe correggermi, grazie. 

  1. Il sogno del convento con Franz HARTMANN, confidente di H.P.B.

Il fedelissimo direttore amministrativo di Adyar, quartier generale della società teosofica in India e al fianco di HPB durante lo scandalo Coulomb, è lui ad accompagnare H.P.B. quando lascia Adyar dopo lo scandalo Coulomb. 

Teosofo, negli Stati Uniti e in India, sarà presidente della società teosofica in Germania.

Fu il confidente più vicino a Blavatsky e infine direttore amministrativo della sede della Società Teosofica ad Adyar, suo Quartier Generale.  Mentre Blavatsky era assente da Adyar durante un viaggio in Europa nel 1884, la controversa vicenda Coulomb cominciò a fare marea, influenzando sia la reputazione di Blavatsky che della Società Teosofica. Hartmann, come membro del Consiglio di controllo della ST ad Adyar, cercò di difendere Blavatsky, entrando così in conflitto con la fazione di teosofi contrari a  Blavatzky all’interno della stessa Società Teosofica e l’opinione pubblica influenzata sfavorevolmente dal rapporto. Questi fatti hanno posto termine all’esercizio della funzione esecutiva di Hartmann presso ad Adyar e hanno reso impossibile il suo ulteriore soggiorno in India. Insieme a Blavatsky, il cui soggiorno in India non era più desiderato dopo questi incidenti, lasciò il paese nella primavera del 1885 per non farvi mai più ritorno. Arrivato a Napoli, dopo pochi giorni si separò definitivamente da Blavatsky nel migliore dei modi.

Hartmann può essere considerato uno dei più importanti pionieri della teosofia nel mondo di lingua tedesca. Oltre ai suoi numerosi contatti, ha raggiunto un vasto e influente pubblico attraverso numerose conferenze e pubblicazioni. Ha creato collegamenti tra il mondo religioso-mistico dell’India e l’Europa, contribuendo così in modo significativo alla diffusione delle filosofie orientali in Occidente.

  1. La contessa Wachtmeister

Moglie del conte Wachtmeister, ministro degli affari esteri svedesi. La Contessa si unì alla Società Teosofica nel 1881. Morì nel 1910.

Fu la compagna e collaboratrice di Helena Petrovna Blavatsky dal 1885 fino alla morte dell’HPB nel 1891. Insegnò ampiamente negli anni Novanta del XIX secolo e aiutò Annie Besant a formare le logge negli Stati Uniti dopo lo scisma Americano ad opera di Judge (uno dei fondatori).

Wachmeister ha dichiarato di Blavatzky :  “Ho condiviso la sua stanza e sono stata con lei mattina, mezzogiorno e notte. Ho avuto accesso a tutte le sue scatole e cassetti, ho letto le lettere che ha ricevuto e quelle che ha scritto”. Wachtmeister divenne “angelo custode di Blavatsky, durante gli anni della composizione della Dottrina segreta in Germania e Belgio, ha stampato il suo resoconto di una serie di eventi straordinari dell’epoca. Nelle sue Reminiscenze Wachmeister scrive : “La Dottrina Segreta sarà davvero un’opera grande e grandiosa. Ho avuto il privilegio di osservarne i progressi e di leggere i manoscritti”.

Wachtmeister scrisse: “Quando una copia stampata fu messa nelle mie mani, fui grata di sentire che tutte queste ore di dolore, fatica e sofferenza non erano state vane, e che H.P.B. aveva potuto compiere il suo compito e dare al mondo questo grande libro, che, mi disse, avrebbe dovuto aspettare tranquillamente fino al secolo successivo per essere pienamente apprezzato, e che sarebbe stato studiato solo da pochi ora.

–          Parlaci dell’esperienza di Monte Verità fra Utopia e realtà

Ascona e Monte Verità non hanno mai ospitato un grande centro  teosofico in senso stretto. Non vi si è mai costruito un immobile di propietà della società Teosofica (come Naarden, Adyar, Wheaton, Krotona, etc. (http://www.ts-adyar.org/directory). Vi hanno vissuto o soggiornato esponenti importanti della storia della società teosofica, ma Monte Verità e la sua Utopia restano un fenomeno di valenza storica anche al di fuori degli ambiti strettamente teosofici dai risvolti rivoluzionari in molti sensi. Sicuramente l’impulso teosofico ha giocato un ruolo importante assieme alle condizioni geografico/climatiche, alla neutralità svizzera e forse la posizione geografica defilata e un certo permissivismo tutto Ticinese non hano ostacolato lo sviluppo di germi anarchico-sovversivi. È  importante notare che libertà (e quindi liberazione politica, della donna o sessuale intesa come non repressione delle diversità sono sicuramente un corollario degli ideali teosofici che però rinnegano il ricorso alla violenza o la deriva verso il vizio in ogni sua forma). Per quanto riguarda Monte Verità, nei rispetto quindi degli ideali teosofici, la sua storia unica ne fa un luogo eccezionalmente favorevole per la diffusione artistica, scientifica, culturale, spirituale e teosofica naturalmente.

–          I visitatori e la realtà culturale di Monte Verità (da Bakunin ad Herman Hesse, da Martin Buber a  Suzuki)

https://artascona.wordpress.com/2018/06/22/storia-del-monte-verita/

Documentario in inglese molto completo 

https://www.youtube.com/watch?v=Lg4pnWfj54M&feature=emb_title

Monte Verità: “il luogo dove la nostra fronte sfiora il cielo…”

Nel diciannovesimo secolo e nei primi anni del ventesimo secolo il Ticino, repubblica e cantone dal 1803, diventò un passaggio verso sud e destinazione privilegiata di un gruppo di solitari anticonvenzionali i quali trovarono nella regione, con la sua atmosfera meridionale, terreno fertile in cui piantare quei semi dell’utopia che non erano riusciti a coltivare a nord.

Il Ticino venne a rappresentare l’antitesi del nord urbanizzato e industrializzato, un santuario per qualsiasi tipo di idealista. Dal 1900 in poi il monte Monescia sopra Ascona diventò un polo di attrazione per chi cercava una vita “alternativa”. Questi riformatori, i quali cercavano una terza via tra il blocco capitalista e quello comunista, finirono col trovare casa nella regione.

L’intensità di ogni singolo ideale vissuto in questa colonia era tale che la voce si sparse in tutta l’Europa e persino oltremare, mentre negli anni la comunità diventò progressivamente un sanatorio frequentato da teosofi, riformatori, anarchici, comunisti, socialdemocratici, psicoanalisti, seguiti da personalità letterarie, scrittori, poeti, artisti e alla fine emigrati di entrambe le guerre mondiali: 

Raphael Friedeberg, il dottore anarchico che ospitava i suoi compagni nella sua casa (se ho ben capito è quello auto sotto la cascata). 

il Principe Peter Kropotkin, 

Erich Mühsam che definì Ascona “la repubblica dei senza patria”, 

Otto Gross il quale progettò una “Scuola per la liberazione dell’umanità”, 

August Bebel, (nel 1869 costituì con W. Liebknecht il Partito socialdemocratico tedesco, lotta per le donne e contro l’antisemitismo, Amico e           corrispondente di Marx e di Engels)

Karl Kautsky, Karl Johann Kautsky (Praga, 16 ottobre 1854Amsterdam, 17 ottobre 1938) è stato un filosofo, politologo, economista e politico tedesco, tra i più importanti teorici del marxismo ortodosso, oltreché il suo maggior rappresentante a seguito della morte di Friedrich Engels. Fu inoltre l’editore del quarto volume del magnum opus di Karl Marx, Il Capitale.

Otto Braun, Otto Braun (Königsberg28 gennaio 1872 – Locarno14 dicembre 1955) è stato un politico tedesco. Esponente di spicco della socialdemocrazia tedesca al tempo della Repubblica di Weimar, è stato per dodici anni quasi consecutivi alla guida della Prussia, nonché candidato a Reichspräsident per il suo partito alle elezioni del 1925.

Per la sua lunga leadership, fu soprannominato lo Zar rosso di Prussia.

forse anche Lenin e Trotzki, 

Hermann Hesse che manterrà un atteggiamento doppio nei confronti del monte, un po’ snob e un po’ appena buttano fuori Graeser andrà con lui nella Grotta dei pagani …

PRIMI SCANDALI DEI VIP

 

Ho scelto questa foto nel caso qualcuno si stesse addormentando

la contessa Franziska zu Reventlow, (Husum18 maggio 1871 – Locarno26 luglio 1918) è stata una scrittricepittrice e traduttrice tedesca.

Il suo vero nome era Fanny Liane Wilhelmine Sophie Auguste Adrienne Gräfin zu Reventlow, conosciuta come “la contessa dello scandalo” o come “la contessa di Schwabing della bohème di Monaco“. Autrice dei romanzi Herrn Dames Aufzeichnungen (1913) e Il complesso del denaro (1916).

POESIA

Else Lasker-Schüler

Secondo Schalom Ben-Chorin fu la più grande poetessa espressa dall’ebraismo e per Gottfried Benn Else Lasker-Schüler fu la più grande poetessa che la Germania avesse mai avuto[1]. In un suo poema in aggiunta alla Divina Commedia anche Satana riconosce che Hitler è troppo cattivo !

D.H. Lawrence, Eastwood11 settembre 1885 – Vence2 marzo 1930) è stato uno scrittorepoetadrammaturgosaggista e pittore inglese, considerato tra le figure più emblematiche del XX secolo. Insieme a diversi scrittori dell epoca, fu tra i più grandi innovatori della letteratura anglosassone, soprattutto per le tematiche affrontate.

DANZA MODERNA

Rudolf von Laban,  massimo teorico della danza. Figura di spicco della danza moderna, è stato tra i principali esponenti della “danza libera” e l’autore di un sistema di notazione dei movimenti, denominato Labanotation.

Mary Wigman, Considerata una delle massime esponenti della danza libera tedesca e pioniera della danza moderna dal 1913 sul Monte Verità. Nel 1914 con la prima versione della danza della strega (Hexentanz), assolo che riproporrà in seguito in diverse versioni e che diverrà il suo emblema. In questo assolo – danzato interamente da seduta – la Wigman aveva il volto coperto da una maschera, da lei usata con l’intento di cancellare l’individualità di chi danza ed esaltare così la universalità dell’essere umano. Riguardo all’uso della maschera, molta influenza ebbe su di lei il pittore Emil Nolde, conosciuto nel 1912 a Hellerau, che le fece conoscere il fascino delle danze e delle maschere africane, australiane ed asiatiche.

Nel 1919, ad Amburgo, all’età di 33 anni, fu consacrata dal pubblico come una delle più grandi danzatrici tedesche

Isadora Duncan, (San Francisco, 27 maggio 1877Nizza, 14 settembre 1927) è stata una danzatrice statunitense, considerata una tra le più significative precorritrici della cosiddetta “danza moderna”, che contribuì ad avviare. Compie un breve soggiorno a Monte Verità e con acques Dalcroze, fondatore della ritmica insegnata oggi in numerose scuole di musica di tutto il mondo ebbe inizio la storia delle sperimentazioni artistiche che si conclusero con le difficoltà del periodo finale di gestione della coppia fondatrice del Monte Verità, quando la danzatrice mimica Charlotte Bara (1900-1987) fece costruire l’odierno Teatro San Materno (1928) dall’architetto Carl Weidermeyer (Allievo di Gropius fondatore del Bauhaus, diverrà figura di raccordo tra la cultura mitteleuropea e quella mediterranea e promotore dell’architettura razionalista)

Ordo Templi Orientis

Il Congresso di Ascona 1917,

Nel 1917 si tenne ad Ascona, nel Ticino svizzero, il Congresso nazionale dell’Ordo Templi Orientis (O.T.O.), convocato sotto l’impulso del suo Gran Maestro dell’epoca, Theodore Reuss. L’obiettivo era quello di riunire teosofi, vegetariani, occultisti e pacifisti con l’obiettivo pacifista e antinazionalista di rifiutare la guerra (eravamo allora al terzo anno della prima guerra mondiale). L’obiettivo di Reuss era anche quello di far riconoscere l’Ordo Templi Orientis dall’ambiente esoterico europeo.

Importante notare il fiorire di movimenti esoterici in questo periodo :

Aleister Crowley che proveniente dalla Golden Dawn appare nell’O.T.O. e oggi sembra esserne rimasto la maggiore influenza (il famoso “fa ciò che vuoi” che ispirerà sesso, droga e rock and roll di quasi tutte le rock stars da Mick Jagger ai Beatles … pessimo esempio per i vostri figli ! Ma il sentiero di sinistra è stato molto presente a Monte Verità e bisogna sottolineare che Monte Verità non è mai stato veramente un centro della Società Teosofica notoriamente MANO DESTRA, FRATELLANZA BIANCA CHE CONDANNA QUALSIASI TIPO DI DROGA.)

Legami esoterici appaiono con molti appartenenti al movimento DADA che ha anche la sua matrice metafisica, ci troviamo anche Julius Evola … l’esoterismo anche se politicamente a destra tenere unite molte sfaccettature … la neutralità Svizzera aiuta ! Bene o mala che sia …

DADAISMO

Hugo Ball, Come cofondatore del Cabaret Voltaire a Zurigo, divenne guida del movimento Dada di Zurigo. Si ritiene che sia lui ad aver scelto il nome “Dada”, prendendo una parola a caso dal dizionario. Si sposò con Emmy Hennings, un’altra esponente del movimento Dada. Amico di Hesse con la Hennings dipendente da droghe varie spesso a Montagnola.

La sua poesia Gadji beri bimba venne successivamente adattata per la canzone I Zimbra, che si trova nell’album del 1979 dei Talking Heads Fear of Music.

https://www.youtube.com/watch?v=Es-zcPhZhJc

NASCITA DEL CINEMA SPERIMENTALE 

Hans Richter : Dal 1958 trascorse gli inverni ad Ascona, dal 1965 a Locarno. Fu tra i maggiori artisti e cineasti ted. dell’avanguardia.

NASCITA DELL’ARTE MODERNA 

Fu Marianne von Werefkin non ancora residente ad Ascona ad invitare Ciurlionis all’expo di Monaco del 1913 … https://www.lituanus.org/2003/03_4_03.htm

Allo scoppio della guerra del 1914 lei e Jawlensky sono costretti a lasciare precipitosamente la Germania. Si stabiliscono dapprima a Saint-Prex, poi, nel 1917, a Zurigo, dove frequentano l’ambiente Dada. La Werefkin espone presso la Galleria Coray. Quindi, per curare la “grippe” di Jawlensky, si installa con lui ad Ascona. Siamo nel 1918, nel 1921 si consuma la rottura tra i due. Jawlensky parte per Wiesbaden, forte del sostegno di Emmy Scheyer che nel frattempo aveva intrapreso l’organizzazione di mostre di suoi quadri in Germania, e sposa Helene Nesnakomoff. La Werefkin l’aveva assunta al suo servizio nel 1895 ed egli ne aveva avuto, nel 1902, il figlio Andreas. L’impossibile patto ideale stretto tra lui e la Werefkin era irrimediabilmente infranto.

Hans Arp

Alexej von Jawlensky

Arthur Segal

El Lissitzky

– Bauhaus :

Albers,

Bayer,

Breuer,

Schawinsky,

Schlemmer,

César Domela

Ignaz Epper,

Fritz Pauli

Non residenti a
Monte Verità ma per un motivo o per l’altro legati ad esso da segnalare : 

Elisar von Kupfer : Dandy, colto, gay interpreta a suo modo la teosofia e fonda il Clarismo creando una “rocca” e molta arte e letteratura espressione della sua sensibilità in tutta libertà. 1872-1942. Da notare il mueso Elisarion a Muralto http://www.elisarion.ch/it/benvenuti.html . I quadri visibili su https://strangeflowers.wordpress.com/2013/02/20/elisar-von-kupffer-paintings/

Erich Maria Remarque, autore di “Niente di nuovo sul fronte occidentale” esule tedesco lascia la regione durante la 2a guerra mondiale per Holliwood dove scriverà 13 sceneggiature di successo. Da segnalare che durante il secondo conflitto i cittadini tedeschi che non si tesseravano col partito Nazista tedesco non vedevano rinnovato il passaporto e dunque neppure il permesso di soggiorno svizzero. 

Brigitte Helm, protagonista del film muto (Metropolis di Fritz Lang o la signora di Atlantide) ebrea lascia il cinema in germania in conflitto col regime.

Nell Walden, finaziatrice col marito Herwart di Der Sturm (galleria e casa editrice, Kandinsky, Kokoshka, der Sturm, Blaue Reiter … tutti sono passati per DER STURM). Anche lei ebrea ad Ascona nell ’33 nella casa che sarà di Luigi Pericle. 

Gli artisti legati agli atelier Remo Rossi

Jean Arp, Julius Bissier, Ben Nicholson, Hans Richter, Italo Valenti (https://www.ascona-locarno.com/it/events/details/Maestri-del-silenzio/147939)

PER UN ELENCO ESAUSTIVO DI PERSONALITÀ RESIDENTI IN TICINO 

FINE DELLA PRIMA ERA 

Nel 1920, dopo che i fondatori se ne andarono in Brasile, al Monte Verità seguì un breve periodo bohémien che durò finché il complesso venne acquistato come residenza dal Barone von der Heydt, banchiere dell’ex imperatore Guglielmo II e uno dei maggiore collezionisti di arte contemporanea ed extraeuropea. La vita bohémien si propagò da allora in poi nel borgo e nelle valli del Locarnese.

Il Monte Verità è comunque anche una testimonianza ben conservata della storia dell’architettura in un parco naturale di 75’000 mq: dalla capanna di Adamo al Bauhaus.

L’ideologia dei primi insediatori richiedeva delle spartane abitazioni in legno tipo chalet con molta luce, aria e scarse comodità. Poco dopo il 1900 cominciarono a spuntare i seguenti edifici: Casa Selma (ora parte del percorso museale), Casa Aida (attualmente utilizzata14), Casa Andrea con la sua facciata geometrica, l’edificio più luminoso (ora trasformato), Casa Elena e la Casa del tè (ora demolita) e la casa dei Russi rifugio di alcuni studenti russi dopo la rivoluzione del 1905, che sarà rinnovata. La Casa Centrale fu costruita per la comunità e lasciava entrare moltissima luce naturale, con finestre e balconi decorati con i simboli “yin-yang”. (Nel 1948 l’edificio fu demolito per lasciare spazio ad un ristorante e attualmente rimane soltanto la rampa arrotondata delle scale).

Henry Oedenkoven costruì Casa Anatta (“concetto buddhista del non sè”) come residenza e luogo di rappresentanza in stile teosofico con angoli arrotondati ovunque, doppi muri in legno, porte scorrevoli, soffitti a volta e enormi finestre con vista sul paesaggio come suprema opera d’arte, un ampio tetto piatto e una terrazza per bagni di sole.

Nel locale principale di questo edificio Mary Wigman danzò, Bebel (il fondatore della socialdemocrazia tedesc), Kautsky (Kautsky fu uno dei più autorevoli promulgatori del marxismo ortodosso) e Martin Buber discussero, Ida Hofmann suonò Wagner e la comunità tenne le sue riunioni.

Nel 1926 il Barone von der Heydt trasformò Casa Anatta in una residenza privata e la decorò con la sua collezione di arte africana, indiana e cinese, ora al Museo Rietberg, e con una collezione di maschere di carnevale svizzere, ora a Washington. Dopo la morte del Barone, avvenuta nel 1964, Casa Anatta, descritta dal teorico dell’architettura Siegfried Giedion nel 1929 come un perfetto esempio di “abitazione liberata”, cadde in disuso e in rovina.

IL PRIMO CURATORE INDIPENDENTE DELLA STORIA 

Nel 1979 fu riaperta per ospitare la mostra “Monte Verità. Le mammelle della verità” di Harald Szeemann e dal 1981 è sede del museo storico del Monte Verità (aperto al pubblico da aprile a ottobre). Nel 1909 l’architetto torinese Anselmo Secondo costruì la Villa Semiramis come casa degli ospiti e albergo. La villa, aggrappata alla montagna, presenta molte caratteristiche architettoniche dello “Jugendstil” piemontese, di cui le persiane triangolari sono l’esempio più evidente. Nel 1970 la villa venne modernizzata nel rispetto dello stile originale dall’architetto ticinese Livio Vaccini.

L’arrivo del Barone sulla collina segnò l’avvento dell’architettura moderna in Ticino. Il mandato originario per la costruzione di un albergo nel caratteristico stile razionale e funzionale del Bauhaus fu attribuito a Mies van der Rohe e fu poi eseguito da Emil Fahrenkamp, costruttore dell’edificio Shell a Berlino e successivamente progettista dell’acciaieria Rhein.

L’ALBERGO MONTE VERITÀ

Come Casa Anatta, l’albergo è costruito contro la parete rocciosa, con elementi semplici, chiaramente riconoscibili e suites con mobilio Bauhaus, salotti e corridoi ariosi e ben congegnati, manufatti in metallo pensati fin nel minimo dettaglio. Grazie alla costruzione dell’albergo, maestri del Bauhaus come Gropius, Albers, Bayer, Breuer, Feiniger, Schlemmer, Schawinksy e Moholy-Nagy visitarono Ascona e il Monte Verità e scoprirono quanto Ise Gropius formulò in questo modo nel 1978: “Il luogo dove la nostra fronte sfiora il cielo…”.

I critici sono avversi a Emil Fahrenkamp per la sua collaborazione col regime … da approfondire !

–          E qual è l’attività teosofica di oggi a Monte Verità?

Negli unltimi 20 anni nessuna direttamente legata alla Società Teosofica solo un invito dell’anno scorso per una conferenza sulle orgini teosofiche https://teosofia.me/2019/05/31/un-po-di-storia-comparata-monte-verita-e-i-personaggi-legati-alla-teosofia-che-lo-hanno-animato/ e la collaborazione con l’archivio Luigi Pericle che promuove attivamente l’immagine del Monte portando vantaggi di comunicazione tangibili (partecipazione a mostre internazionali). Bisogna constatare una non conoscenza della materia da parte della fondazione e di conseguenza un atteggiamento distante e di disinteresse nei confronti della Teosofia vista come un fenomeno orami catalogato, finito/storico e che presupporrebbe un coinvolgimento personale importante per essere veramente attivo.

Eranos

I Colloqui di Eranos (parola che in greco indica il banchetto, ma di quel tipo che i latini chiamavano coena collaticia, nel quale ognuno porta qualcosa) furono iniziati nel 1933 da Olga Fröbe-Kapteyn (1881-1962), su ispirazione di Rudolf Otto (specialista – nella tradizione di Friedrich Schleiermacher – di storia delle religioni presso l’Università di Marburgo, e traduttore di Platone).

Fondata nella “Casa Gabriella”, che suo padre aveva comprato nel 1926 sul Lago Maggiore, l’annuale conferenza (Tagung) permise a Olga Fröbe-Kapteyn di riunire in una sorta di “scuola di ricerca spirituale” i maggiori studiosi di religioni orientali e occidentali del suo tempo. Dotata di forte volontà, riuscì a coinvolgere Carl Gustav Jung e Martin Buber (che aveva incontrato a un seminario del 1924 nella comunità del Monte Verità, frequentata da personaggi quali il poeta Ludwig Derleth, l’attore Emil Jannings, Chaim Weizmann, Thomas Mann), coinvolgendo l’amica Alice Bailey e via via diversi studiosi, teosofi, e membri della nobiltà europea.

Dal 1949 e fino al 1978 ne divenne animatore l’orientalista Henry Corbin, che collocò la sede della Fondazione nella casa Eranos, una bella villa di Ascona.

Era lì che si svolgevano le Eranos Tagungen, conversazioni finalizzate allo “studio delle immagini e delle forze archetipali nei loro rapporti con l’individuo”, e più in generale all’esplorazione dei mondi interiori dell’uomo, condotta attraverso le metodologie scientifiche proprie di ognuno dei partecipanti.

Fino al 1988 ai colloqui di Eranos – incontri annuali, da sempre internazionali e multidisciplinari e i cui atti venivano pubblicati negli Eranos Jahrbuch – parteciparono intellettuali dediti a discipline diverse (religioni comparate, sinologia, islamistica, egittologia, indologia, chimica, biologia, astronomia, mitologia comparata, misticismo, buddhismo zen, letteratura, filosofia, scienze politiche, psicologia), che però condividevano, tutti, l’attività di ricerca, e un orientamento culturale interdisciplinare a tonalità, in senso lato, spiritualista.

Tra questi: Martin Buber, Carl Gustav Jung, Mircea Eliade, Károly Kerényi, Gilbert Durand, James Hillman, Erik Hornung, René Huyghe, Gerardus van der Leeuw, Hans Leisegang, Karl Löwith, Louis Massignon, Erich Neumann, Adolf Portmann (direttore dei “Colloqui di Eranos” dopo la morte di Fröbe-Kapteyn), Henri-Charles Puech, Gilles Quispel, Erwin Rousselle, Tilo Schabert, Gershom Scholem, Paul Tillich, Hellmut Wilhelm, Robert Charles Zaehner, Marie-Louise von Franz, Heinrich Zimmer (indologo), e gli italiani Ernesto Buonaiuti, Raffaele Pettazzoni e Giuseppe Tucci.

Martin Buber

Il primo insediamento agricolo cooperativo ebraico fu fondato in Palestina nel 1909. I fondatori di quello che sarebbe diventato il movimento dei kibbutz credevano di stare gettando le basi per una nuova società per gli ebrei, una società basata sulla cooperazione, l’uguaglianza e la vita comune. Uno degli ideologi del movimento era il filosofo Martin Buber. Nel suo libro Paths in Utopia, che rimane una delle più potenti critiche al socialismo autoritario, egli sostenne che questo movimento era un esempio di socialismo non autoritario, libertario o “utopico” che non aveva fallito. Uri Davis sfida questa comprensione del movimento dei kibbutz e traccia dei paralleli con il fallimento di Buber stesso nel vivere secondo l’etica che aveva sostenuto.

«Ciascuno deve custodire e santificare la propria anima nel modo e nel luogo a lui propri, senza invidiare il modo e il luogo degli altri.»
(M. Buber, Il cammino dell’uomo)

Martin Mordechai Buber (Vienna, 8 febbraio 1878Gerusalemme, 13 giugno 1965) è stato un filosofo, teologo e pedagogista austriaco naturalizzato israeliano.

Si deve a lui l’emersione alla cultura europea del movimento hassidim, ma soprattutto a lui si deve l’idea che la vita è fondamentalmente non-soggettività, bensì intersoggettività, anzi per Buber soggetto e intersoggettività sono sincronicamente complementari e ne era talmente convinto che non esitò ad affermare: «In principio è la relazione».

hassidismo

Il chassidismo, ḥasidismo o hassidismo (in ebraico: חסידות‎?, Ḥăsīdūt) è un movimento di massa[2] ebraico basato sul rinnovamento spirituale dell’ebraismo ortodosso[3][4], sorto nella Polonia del XVIII secolo[2][3][4] per opera del taumaturgo e kabbalista Yisrāēl ben Ĕlīezer[5], meglio conosciuto come il Ba’al Shēm Ṭōv[2][3][4][5].

Il movimento chassidico è riuscito ad avere successo e a diffondersi con dinamismo tra gli ebrei di mezza Europa, e anche in Israele, Canada, Stati Uniti e Australia.

Daisetsu Teitarō Suzuki

Molti sostengono che il ritorno di Suzuki negli Stati Uniti nel 1951 come professore di filosofia buddista alla Columbia University –

quando aveva 81 anni anni – ha lanciato il boom dello Zen negli Stati Uniti e in Europa. Da allora e fino alla sua morte nel 1966, Suzuki ha scritto alcuni dei suoi libri più famosi:

Studi sullo Zen

(1955), Lo Zen e il buddismo giapponese

(1958), Misticismo: Cristiano e buddista

(1957), e Buddismo e psicoanalisi Zen

(1960). Ha anche goduto di una grande fama internazionale parlando di Zen

Il buddismo nelle università di Oxford, Cambridge, Harvard, Princeton e molte altre, ed è stato ospite regolare e illustre di conferenze tra cui Eranos ad Ascona, in Svizzera, e costantemente visitato da eminenti filosofi, teologi e psicologi dell’epoca. È stato nominato per il Premio Nobel per la pace nel 1963.

Joseph Campbel relatore di Eranos :

George Lucas è stato il primo regista di Hollywood a subire l’influenza di Campbell. Lucas ha dichiarato, dopo l’uscita del primo film Guerre Stellari (Star Wars) nel 1977, che la sua storia è stata ispirata, in parte, da idee descritte in L’eroe dai mille volti e altre opere di Campbell. Il collegamento tra Star Wars e Campbell è stato ulteriormente rafforzato quando in successive ristampe del libro di Campbell è stata usata l’immagine di Mark Hamill come Luke Skywalker nella copertina.

L’eroe dai mille volti, pubblicato per la prima volta nel 1949 da Pantheon Books, è un’opera di mitologia comparata di Joseph Campbell. In essa l’autore, confrontando i miti di varie culture del mondo, introduce una sua teoria che riguarda la struttura mitologica del viaggio dell’eroe “archetipo”.

Altri personaggi della galassia Monte Verità :

1869: Mikhail Bakunin – Il Satana della rivolta a Locarno

Quando Bakunin arrivò a Locarno nel novembre del 1869, dopo la sua vita avventurosa come filosofo, rivoluzionario, prigioniero dello zar e oppositore di Marx nella Prima Internazionale, era combattuto tra il desiderio di continuare a intervenire attivamente nella storia, confidando nella potenza rivoluzionaria dei popoli latini (Italia e Spagna), e il desiderio di ritirarsi nella sfera privata, per dare alla sua famiglia un posto dove stare in un luogo idilliaco e tranquillo. I progressi nella traduzione del “Capitale” di Karl Marx in russo dovevano fornire la base finanziaria per la vita nel Locarnese, ma il giovane attivista Netshev lo convinse ancora una volta della necessità di una propaganda rivoluzionaria in Russia. Fu a Locamo che Bakunin scrisse i suoi scritti polemici contro Mazzini, contro l’accentramento del potere statale e quindi a favore del federalismo in Svizzera. Locamo fu anche teatro della breve e intensa amicizia con l’anarchico italiano Carlo Cafiero, che acquistò per Bakunin la villa La Baronata a Minusio, che divenne un luogo di pellegrinaggio obbligato per la successiva generazione di anarchici.

Per non parlare di Nell Walden, artista, moglie e sponsor Hertwart Walden, editore, promotore e gallerista di der Sturm (Blauer Reiter, Franz Marc, Vasilij Kandinskij, Oskar Kokoschka, August Macke, Gabriele Münter fra gli altri) che viene a vivere ad Ascona nel ’33 esule ebrea. Walden (al secolo Georg Lewin) viene soprannominato così dalla prima moglie, la citata Else Lasker Schüler, anche lei a Monte Verità, dal libro di Thoreau “Walden, vita nei boschi”. <<Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando solo i fatti essenziali della vita, per vedere se non fossi riuscito a imparare quanto essa aveva da insegnarmi e per non dover scoprire in punto di morte di non aver vissuto… >>. Thoreau è allievo dello spiritualista Ralph Waldo Emerson che già nel 1854 legge la Bagavagita. Nella cerchia di Walden si trovano fra gli altri Hilla von Rebay, fondatrice del Guggenheim N.Y. 

Materiale video vario 

Intervista al regista di Freak Out, Carl Javér

https://www.youtube.com/watch?v=S_aCzmhQk4w

The Truth about MV

https://www.youtube.com/watch?v=tX8SJ7PbKfs

Monte Verità en 1900 – Kaj Noschis 

https://www.youtube.com/watch?v=4uBTO91heBg

Monte Verità, Ascona: Where architecture, history and philosophy meet

https://www.youtube.com/watch?v=aZXQ4Pw2_cM

Monte Verità | Träume eines anderen Lebens

https://www.youtube.com/watch?v=sqMmBY3ssQc

Dimitri in Tedesco su MV

https://www.youtube.com/watch?v=7K_cvYkW484

Lorenzo Sonognini sul museo 

https://www.youtube.com/watch?v=8LmGQVBWM_M&t=112s

Video senza commento 

https://www.youtube.com/watch?v=qA7IETOub-g

Teaser of Rudolf Laban dances with modern music

https://www.youtube.com/watch?v=2FsjlsYfiGY

Erich Mühsam

Biografia

Nasce il 6 aprile 1878 a Berlino, in una famiglia di farmacisti benestanti ebrei. A 17 anni è espulso dal liceo di Lubecca per reiterati atti di indisciplina e per manifestazioni di carattere socialista. Da quel momento, frequenta la bohème artistica e scrive per giornali satirici.

Nel 1900, stringe a Berlino amicizia con Gustav Landauer e si schiera con gli anarchici. Nel 1904, prende parte alla comunità di Monte Verità (Svizzera). Nel 1909, a Monaco, fonda il gruppo Tat, federato con il Sozialistischer Bund, frequenta l’ambiente bohème e quello dei letterati da Kaffeehaus. Nel 1911 crea il proprio giornale, Kain, dove esprime il suo pacifismo anarchico e si occupa della questione sociale del proletariato. Sconvolto dalla dichiarazione di guerra, nel 1916 tenta di riunire coloro i quali si oppongono al conflitto in atto. Viene però espulso dal governo della Baviera e posto in domicilio coatto in una città di provincia. Alla caduta della monarchia, il 7 novembre 1918, ritorna a Monaco e prende parte al processo rivoluzionario e al governo socialista di Kurt Eisner.

Fu attivissimo nella difesa e nel sostegno dei consigli operai in Baviera nel 1919. Accusato per questo di alto tradimento, fu condannato a 15 anni di reclusione. In carcere scrive le sue opere politiche più importanti sull’anarco-comunismo. Liberato dopo cinque anni, riprese la sua intensa attività fino al 1933 quando, catturato dopo l’incendio del Reichstag, fu rinchiuso in vari carceri e campi di concentramento, fra cui anche il campo di concentramento di Sonnenburg. Fu assassinato l’anno dopo nel campo di concentramento di Oranienburg.

«Il gran male di cui l’umanità va liberata è la tendenza a compiacersi delle formule consacrate, che equivale poi alla mancanza di fiducia nella propria coscienza. Una volta emancipata dalla credenza cieca e passiva nelle formule, la sapienza dell’uomo potrà manifestarsi liberamente. Ma allora essa lotterà ancora per innalzarsi dalla scienza imparaticcia alla saggezza animata dalle pulsazioni della vita.»
(Erich Mühsam)

Anarchia e Anarchismo, nella loro accezione storica, si devono considerare come sinonimi di opposizione ad ogni forma di autorità, che è il principio attraverso cui un qualsiasi governo si regge, e tutto ciò che ad esso consegue, primo tra tutti il rapporto tra «comandare e obbedire».

Gli anarchici non professano affatto l’assenza di ordine, di regole e/o di strutture organizzate, ma diffondono l’idea di un ordine libero, fondato sulle diversità individuali, laddove ciascun individuo agisce in piena autonomia e autoresponsabilità, rifiutando ogni forma di autoritarismo. L’anarchico crede nelle ragioni dell’individualità, ma non è necessariamente individualista, semplicemente il suo concetto di comunità e socialità è differente da quello comune, che prevede vincoli di appartenenza che l’anarchico rifiuta:

«L’eccezione borghese e tradizionale dell’anarchia come disordine che sconvolge addirittura la pensabilità di una società qualunque, rendendo quindi impossibile la stessa convivenza umana, è un insulto all’etimo greco: assenza di dominio. Di contro, in senso forte, l’anarchia è una delle forme possibili di organizzazione dell’umano che si dà il legame sociale. Essa è caratterizzata dall’apertura del suo orizzonte organizzativo, che rifugge dalla stasi istituzionalizzata per valorizzare un rapporto felice e dinamico tra forme di vita che ciascuno intende eleggere ed assetto collettivo che condiziona la possibilità di azione e di espressione del singolo. Nella tensione vibrante tra queste due polarità esplode lo spazio concreto dell’anarchia come istanza di traduzione reciproca a cui ispirare la soluzione delle forme associate di vita».

Anarchia e anarchismo

In linea di massima gran parte degli anarchici concordano nel ritenere l’anarchia il fine a cui tende ogni anarchico, e l’anarchismo il percorso che ogni individualità o associazione intraprende per giungervi. In sostanza l’anarchismo è il mezzo e l’anarchia il fine.

Pur consapevoli quindi che il fine ultimo sia per entrambi il raggiungimento di una società anarchica, si potrebbe tuttavia definire anarchista [1] colui che vive e agisce nell’ambito della società repressiva mettendo in pratica, volta per volta, tutte quelle strategie e tecniche ritenute utili al raggiungimento dell’anarchia e anarchico colui che ritiene già di vivere e operare secondo i principi dell’anarchia, sebbene in un ambito ristretto di comunità anarchica. [2]

Per Malatesta non è possibile compiere la rivoluzione perseguendo interessi economici, poiché l’interesse è sempre conservatore: solo l’ideale è rivoluzionario.

Video del progetto sonoro come sfondo neutro : 

https://lanostrastoria.ch/entries/m2bX53ZAe3V

–          Ed il Museo amorevolmente curato da Harald Szeemann?

Harald Szeemann

Se a Monte Verità si inventa la storia il curatore del suo museo non può fare eccezione essendo il primo “curatore indipendente” della storia. 

Amico personale di artisti come Joseph Beuys, Richard Serra, Mimmo Paladino, Jörg Immendorff

Szeemann preferendo operare come freelance, inventa di fatto il modello del “curatore indipendente”, cioè un organizzatore di mostre slegato dalle istituzioni museali.

Nel 1972 viene chiamato a dirigere Documenta 5 a Kassel e nel 1978 cura una mostra sul Monte Verità, la comunità artistica fondata agli inizi del secolo sulle prealpi locarnesi.

Nel 1980 inventa con Achille Bonito Oliva la sezione “Aperto” alla Biennale di Venezia. 

Nel 1999 viene nominato direttore artistico della stessa biennale, carica che ricoprirà anche nel 2001.

La Mostra le mammelle della Verità : 

Museo Casa Anatta

Il Museo Casa Anatta è un museo sul terreno del Monte Verità ad Ascona, Canton Ticino, Svizzera. È lo spazio espositivo centrale del complesso museale sul Monte Verità – il circuito museale, tutelato come bene culturale,[1] comprende ancora oggi anche gli edifici Casa Selma, Casa dei Russi e Padiglione Elisarion. L’edificio di Casa Anatta è adibito a museo dal 1981[2].

Il cuore del museo è l’ampia mostra Monte Verità. Le mammelle della Verità del curatore Harald Szeemann. Questa mostra itinerante è stata presentata per la prima volta nell’estate del 1978, distribuita in sei diverse località di Ascona e delle Isole di Brissago. Anche Casa Anatta era tra le sedi espositive dell’epoca. In seguito la mostra è stata esposta al Kunsthaus di Zurigo, all’Accademia delle Arti di Berlino, al Museo del XX secolo di Vienna e alla Villa Stuck di Monaco di Baviera.

“Monte Verita è anche una mostra archeologica e corrisponde a un rapporto visivo degli scavi effettuati. I reperti sono contributi a temi di grande attualità, a volte esplosivi, dall’anarchismo filosofico alla riforma della vita, alla formazione dei comuni, alla rivoluzione sessuale, all’emancipazione femminile, all’iniziativa popolare contro gli armamenti nucleari e anche per la protezione dell’ambiente”.

– Harald Szeemann: La mostra ha richiesto tre anni di preparazione. Szeemann ha raccolto innumerevoli oggetti e ha parlato con i testimoni contemporanei per la sua prima grande mostra curata autonomamente. Il risultato è stata una “mostra alternativa ai margini della moderna storia culturale europea”. Il concetto era quello di rendere “la storia della montagna in tutta la sua eterogeneità non solo comprensibile all’esterno, ma anche tangibile” (Dominik Keller)[5]. Szeemann ha dato ai singoli temi della mostra il nome di “seni”, analogamente all’Artemide a petti multipli di Efeso – suddivisi in anarchia, utopia sociale, riforma dell’anima, riforma della vita, riforma spirituale, riforma del corpo, psicologia, mitologia, danza e musica, letteratura e arte. Non solo la storia del Monte Verità, ma di tutta l’Ascona con le Isole di Brissago, il Teatro San Materno (Ascona), l’Elisarion di Minusio, l'”Enciclopedia del Bosco” di Armand Schulthess, e diversi artisti, tra cui Ingeborg Lüscher, Italo Valenti, Gianfredo Camesi[4].

A partire dal 1981, alcune parti della mostra itinerante, che comprendeva molti prestiti, trovarono una casa nella Casa Anatta come esposizione permanente; anche Szeemann si occupò della presentazione e successivamente diresse il museo. Dopo la sua morte, i reperti sono stati venduti alla Fondazione Monte Verità[4]. Nel 2009 l’edificio, che si trovava in uno stato deprecabile, ha dovuto essere chiuso. Nel 2017 il museo restaurato è stato riaperto. La mostra “Monte Verità. Le mammelle della Verità” comprende 975 oggetti ed è stato lasciato nella sua forma originale, anche se non è più del tutto contemporaneo[6].

La mostra La verità di una montagna, allestita in quattro piccole sale al piano interrato, fornisce informazioni sulla mostra nelle restanti sale.

Casa Anatta

L’anno di costruzione di Casa Anatta è solitamente indicato come 1904, e 1905 per l’inaugurazione.[7][8] Tuttavia, la letteratura più recente menziona che è più probabile che l’edificio sia stato costruito dopo il 1907-08, in quanto non è stato menzionato nei rapporti precedenti e non è visibile nelle vecchie fotografie, a differenza dell’edificio principale.[9] Il nome dell’edificio deriva dalla La dottrina dell’anātman (sanscrito, anattā, pāli) propria del Buddhismo, e afferma l’inesistenza dell’ātman, cioè di un io individuale permanente.

La casa di legno serviva come residenza per Ida Hofmann e Henri Oedenkoven e come casa sociale[11] per la cooperativa sul Monte Verità fondata quattro anni prima. L’architetto è sconosciuto, ma Henri Oedenkoven è stato certamente coinvolto nel progetto[12], influenzato dall’Art nouveau di matrice Teosofica. 

Oedenkoven si è trasferito dalla Casa Anatta nel 1913, Hofmann ha successivamente vissuto nella Casa Bianca. Dal 1920 sul Monte Verità si trovava una casa per bambini, e la Casa Anatta serviva come ristorante con balli e musica[14]. Dal 1926 era la casa di Eduard von der Heydt, che dal 1929 viveva ad Ascona. Parte della sua collezione d’arte era ospitata a Casa Anatta. Per gli anni precedenti e successivi al 1926 sono documentate due fasi di ricostruzione, con modifiche e aggiunte, come l’ampliamento del secondo piano e i portici nel seminterrato, poi murati.[15] A partire dal 1942 la casa fungeva da dependance dell’albergo sul Monte Verità, poi semplice alloggio per gli ospiti.[11] Quando nel 1981 la casa è diventata un museo, ha dovuto essere restaurata e rinnovata. Una cucina è stata rimossa e la grande scala è stata ricreata[4].

L’edificio ha una pianta a croce e si estende su tre piani[9] L’ingresso al museo si trova nel seminterrato in mattoni. Il primo piano soprastante conteneva le stanze principali – la luce supplementare proveniva originariamente da un lucernario simile a un atrio[14]. Il piano soprastante è molto più piccolo e comprende ancora una piccola “stanza della torre” in posizione elevata. Al secondo piano si trovava inizialmente anche l’ingresso principale[16], che fu spostato a sud da von der Heydt.[17] Già nei primi tempi la casa aveva il riscaldamento centralizzato[11].

Caratteristica dell’edificio sono le doppie pareti in legno – orizzontali all’esterno, verticali in basso -, le stanze alte così come gli angoli arrotondati e i soffitti a volta nelle stanze. Porte scorrevoli, grandi finestre, così come un tetto piatto su gran parte del primo piano, dove Oedenkoven poteva stare nudo senza essere disturbato[12], conferiscono alla casa un ulteriore carattere proprio”[18][9].

“La casa […] è di grande valore storico-artistico e deve essere considerata uno dei primi edifici europei in cui si è raggiunta un’unità di funzione e forma con una struttura semplice e lineare”.

All’inizio degli anni ’20 l’edificio era in pessime condizioni, marcio e umido. Un tetto provvisorio ha protetto la struttura[19] Dopo diversi anni di restauro sotto l’egida dell’allora direttore del museo Lorenzo Sonognini, Casa Anatta è stata riaperta nel maggio 2017[20] Le sale espositive, piuttosto affollate, contrastano con l’originaria casa scarsamente arredata, che non aveva nemmeno quadri appesi alle pareti per non distrarre dall’immagine del paesaggio verde visibile attraverso le finestre[21]

Il circuito museale comprende:

Casa Anatta, con mostre sulla storia del Monte Verità e della sua colonia.

La Casa Selma è una tipica “capanna ad aria leggera” costruita nel 1904 dai primi tempi della colonia.

Il Padiglione Elisarion è un padiglione in legno ricavato da una ex sala per prendere il sole. Oggi ospita il gigantesco dipinto Chiaro mondo dei beati di Elisar von Kupffer (1923).

La Casa dei Russi ha preso il nome dai visitatori russi ed è stata riaperta nel 2015 dopo la ristrutturazione.

Periodo della seconda Guerra Mondiale :

Casa Anatta, conosciuta anche come Casa Pontremoli, è stata anche uno snodo per la Lotta partigiana :

Durante la seconda guerra mondiale fu abitata dalla famiglia di Mario Pontremoli e dai Levi Broglio, proprietari della Casina delle Rose (https://www.canalgrandevenezia.it/index.php/palazzi-canal-grande/lato-destro/180-casina-delle-rose) amata dimora di Gabriele D’Annunzio a Venezia. Casa Anatta durante la guerra fu un centro fondamentale per il coordinamento delle mosse dei partigiani, in particolar modo per la brigata Battisti. Pernottarono ospiti di Mario Pontremoli importanti figure come Ferruccio Parri, il principe Carlo Caracciolo ed Allen Dulles (che vedremo ad Ascona a porre fine alla II Guerra Mondiale durante l’Operazione di Intelligence Sunrise.

«L’ingenger Pontremoli era venuto a prenderci per accompagnarci ad Ascona dove avremmo incontrato la guida. Passammo la serata in casa Pontremoli, poi andammo a dormire in una villetta sulla collina. Era un piccolo cottage composto di tre camerette. Sorgeva a mezzacosta a una pineta in vista lago, e pensai che sarebbe stato in altri tempi un soggiorno invidiabile. Parri ed io dormimmo in una stanza. Selva, la guida che Arca ci aveva mandato dormì nella camera accanto.»
(Edgardo Sogno)
«Attraversavo la frontiera via Casa Pontremoli, al Monte Verità, per portare le armi»
(Carlo Caracciolo[2])

In una delle ville vicine a Monte Verità si è svolta un’altra storia molto importante : 

l Centro Incontri Umani 

La Fondazione

La Fondazione Centro Incontri Umani è una fondazione svizzera. La Fondazione è stata creata dalla Dr. Angela Hobart di Londra, in memoria dei suoi genitori, Dr. Edmund e Margiana Stinnes-Von Gaevernitz di Ascona. Essa si propone di promuovere incontri tra ricercatori, artisti ed altre persone di vari paesi, discipline scientifiche e professioni, con particolare riferimento alle relazioni interculturali nell’ambito politico, sociale, religioso, medico ed artistico. La Fondazione intende sviluppare degli scambi che possano costituire un fattore di vitalità e di rigenerazione nel mondo attuale caratterizzato da intensi conflitti e tensioni politici, sociali ed interetnici.

Maya Hirsch, nipote di Edmund Stinnes fa parte della società Teosofica Svizzera e vi porto i suoi saluti :

Le case del Centro a 200 metri dal confine del parco di Monte Verità sono state costruite all’inizio del XX secolo. L’orientamento del Centro, in sintonia con gli ideali sostenuti dalla famiglia Stinnes-Gaevernitz, è di incoraggiare la comprensione, il rispetto e la pace a livello internazionale. Questi ideali sono in risonanza con le aspirazioni degli esseri umani di ogni strato sociale e si concretizzano attraverso progetti a favore della dignità umana e della diversità. Essi operano spesso nel silenzio, discretamente, per riunire i popoli della terra. 

Gli eventi che hanno portato alla fine della Seconda Guerra Mondiale sono commemorati sulla lapide affissa al muro esterno della piccola casa rosa adiacente alla grande casa, sede del Centro. Essi indicano l’impostazione e la filosofia del Centro Incontri Umani. 

La fine della Seconda Guerra Mondiale : i protagonisti delle vicende chiamate operazione Sunrise

Gerhard von S. Gaevernitz, 1864-1943 Gero von S. Gaevernitz, 1901-1970 

Edmund Stinnes, 1896-1980 Edmund Stinnes 1896-1980, e Margianna Stinnes – S. Gaeverniz, 1904-1989 

‘Sunrise’ è il nome in codice dato alle attività diplomatiche che hanno portato alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di una storia appassionante di un piccolo gruppo di uomini coraggiosi che si sono incontrati in segreto nel 1945 ad Ascona, nella parte di lingua italiana della Svizzera, per negoziare la fine della guerra in Italia. Questi incontri hanno coinvolto Allen Dulles, membro dell’OSS (Ufficio dei Servizi Strategici), precursore della CIA, di cui era direttore durante gli anni 1953-61. Dulles era venuto in Svizzera appositamente per raccogliere informazioni su come sostenere le forze di resistenza contro i nazisti e i fascisti. Altri partecipanti importanti presenti alle riunioni furono: Gero von Schulze Gaevernitz, buon amico e stretto collaboratore di Dulles; il Generale Max Waibel, un alto ufficiale dell’intelligence svizzera, e vari generali superiori degli alleati e capi italiani dell’armata. Il Generale Wolff merita una menzione speciale. Era rappresentante personale di Himmler e comandante di tutte le truppe delle SS in Italia; quindi la sua presenza fu cruciale nelle discussioni. La neutralità della Svizzera durante la guerra permise di mantenere collegamenti vitali con l’intelligence sia tedesca, sia delle forze alleate. 

Edmund Stinnes, un imprenditore di successo, nato in Germania, primogenito di Hugo Stinnes, ha messo specialmente a disposizione la sua casa di Ascona per questi negoziati segreti. Gero von Schulze Gaevernitz, di origine ebraica tedesca e naturalizzato cittadino americano, era il fratello della moglie di Edmund, Margianna Stinnes. Suo padre Gerhart von Schulze Gaevernitz era un noto professore di Scienze Politiche all’Università di Freiburg in Germania. Aveva aiutato a redigere la Costituzione pre-hitleriana di Weimar e lottò durante tutta la sua vita per favorire il riavvicinamento tra americani, britannici e tedeschi. 

Ascona 1945. Gero von S. Gaevernitz e Allen Dulles 

Quartier generale tedesco, Bolzano 1945. Dopo la resa segreta.
Gero von Schulze Gaevernitz, Generale Heinrich von Vietinghoff e il Generale Wolff) 

Durante i delicati negoziati, il Generale Wolff e altri alti funzionari decisero di sfidare gli ordini di Hitler e di Himmler di fare ‘terra bruciata’. Gli ordini di Hitler comportavano l’incendio e la distruzione dei resti dell’industria e dell’economia italiana e del resto dell’Europa, anche della stessa Germania. Grazie al suo carisma e al suo stretto contatto con i membri anziani del Movimento della Resistenza in Germania, Gero von Schulze Gaevernitz è stato una figura chiave per garantire la resa segreta di un milione di uomini nazisti e fascisti in Italia scongiurando così la ‘terra bruciata’. 

L’intero processo, denominato ‘ Sunrise’, è una delle operazioni di intelligence di maggiore successo del nostro tempo. Il 2 Maggio 1945 Winston Churchill annunciò al Parlamento la prima grande resa tedesca, quando la Germania capitolò alle forze alleate. Churchill dichiarò: “La guerra contro il fascismo e il nazismo su questo fronte è finita”. 

Angela Ruth Hobart e Maya K. Hirsch 

Questo breve resoconto degli eventi è tratto da “The Secret Surrender” di Allen Dulles, Harper and Row Publishers, New York, First Edition, 1966. 

 

Augusto Pancaldi alchimista

L’ asconese Augusto Pancaldi è nato a Norimberga, da famiglia originaria della Svizzera. A partire dal 1970 si dedica completamente agli studi ermetici, cui era stato iniziato nel 1947. Dal 1971 al 1976 segue i corsi di Alchimia di Frater Albertus, dedicandosi anche ai lavori di laboratorio. Successivamente, distaccatosi, realizza il “Circulatus Minus” secondo Urbigerus. Tenne vari seminari di Alchimia pratica in Francia, Italia e Svizzera.

In via Signore in Croce a 200m da MV abita Károly Kerényi (Temesvár, 19 gennaio 1897Zurigo, 14 aprile 1973) è stato un filologo classico e storico delle religioni ungherese ritenuto fra i fondatori degli studi moderni della mitologia greca.

https://www.google.ch/amp/s/theosophyart.org/2020/05/31/la-formazione-esoterica-di-miro-e-arp/amp/

Non dimenticare Boris Luban Plozza e Michael Balint (secondo il sito di MV fondatori delle medicina psicosomatica). In altre sedi trovo il modello Ascona per la medicina psicosomatica e i congressi del Monte che dal ’68 seminari Balint. Il Modello Asconna di medicina psicosomatica è stato definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Aggiungere anche Erich Fromm https://www4.ti.ch/can/oltreconfiniti/dal-1900-al-1990/le-celebrita-internazionali-in-ticino/

CHI È LUIGI PERICLE ?

“Lei è Giovannetti?” 

(all’epoca Luigi Pericle era noto come Giovannetti, illustratore di Max)

“…..anche”.

“Cosa significa, lo è o non lo è ?

“La risposta è stata molto accurata”.

“Cosa è oltre a G.?

“G. è solo una figura strumentale temporanea, in relazione all’insieme piuttosto insignificante, in continua evoluzione. Dietro questa figura c’è la sua parte essenziale, invisibile, indistruttibile, non soggetta all’ invecchiamento e alla morte”.

“Ora parlo prevalentemente con la parte essenziale?

“In questo caso, parleresti con un grande uomo”.

“Allora parlerò con G.?

“Anche”.

 “La mia curiosità ora si è risvegliata davvero : sai che questo essere, ego superiore – ti assomiglia?

“Se assomigliasse alla parte superficiale, sarebbe effimero”.

“Riesci a comunicare con un essere che non ha una forma particolare?

“La parte essenziale ha già una certa forma – non solo una forma materiale grossolana. Per quanto riguarda la comunicazione, è piuttosto difficile con quegli esseri che hanno assunto forme dense, come ad esempio gli altri esseri umani. “Con l’ego superiore, d’altra parte, si raggiunge il più alto livello di conversazione”.

“Cosa intende per alto livello di conversazione?”.

“Parlare solo dell’essenziale, altrimenti tacere”.

“Tutti hanno un sé superiore?

“Sì”.

“Speriamo che questa creatura alta abbia anche l’umorismo?

“L’umorismo è una qualità divina, e una persona può considerare come una grazia speciale se gliene viene data anche solo una piccola parte”.

“Come si arriva al proprio io superiore?”

“L’ego superiore ci raggiunge ininterrottamente, ma siamo noi che non siamo aperti a questo lato”.

“Perché non possiamo?”.

“Prima perché non possiamo, poi (dopo un lungo periodo di sviluppo) perché non vogliamo farlo”.

“Perché non dovremmo volere di meglio?

“Perché l’ignoranza è la beatitudine dell’ignorante”.

“Cosa succede se sconfiggiamo l’ignoranza?

“Non sarà sconfitta da noi; tutto quello che possiamo fare è forzarla”.

“Conquistata? – da chi?”.

“Dalle potenze superiori”.

“Non è forse una fuga senza senso occuparsi di queste cose criptiche ?

“Spirito e materia (mistero e superficialità) sono due manifestazioni della stessa cosa. Non è quindi assolutamente possibile fuggire da soli. Accettare solo la superficialità si traduce in così tante esperienze negative che, dopo una lunga odissea, ci si sente spinti a rivolgersi all’eterno. Ma anche la trascendenza esclusivamente scelta (con il rifiuto della vita nel mondo) non è un ideale. Nel migliore dei casi si raggiunge una forma di felicità sterile”.

“Non senti che la trascendenza è come un fantasma?

“La superficie è spettrale”.

“Trovo il normale superficiale e me stesso anche normale e non voglio essere diverso”.

“Non sei tu che decidi cosa dovresti diventare nel corso degli anni e attraverso quali esperienze viene garantito uno sviluppo superiore”.

“Stai suggerendo che siamo soggetti a una leadership segreta – mi sembrerebbe piuttosto spaventoso”.

“Gli incantesimi sono cecità e incoscienza”.

“Una delle mie domande non ha avuto risposta: Cosa succede quando l’ignoranza viene sconfitta. Ci sentiamo come l’uccello che esce dall’uovo?

“Il paragone è buono, ma un punto è impreciso: il modo in cui si immagina l’uccello nell’uovo, non è mai stato al di fuori dell’uovo – noi, d’altra parte, siamo sempre stati dove eravamo. Ci sforziamo, ma siamo accecati dalla superficialità nel senso che la riconosciamo come l’unica realtà. Ci vediamo poi come esseri isolati. In questo modo cadiamo in una prospettiva ingannevole e, di conseguenza, in un laborioso processo di sviluppo”.

“Che senso ha ?”.

“Qual è lo scopo della resistenza dei pesi per lo sviluppo del sollevatore di pesi ?

“E’ la liberazione da questo laborioso processo chiamato <seconda nascita> ?

“Sì”.

“Come si sente questa seconda nascita quando è vissuta ?

“Più familiare della prima nascita”.

“I liberati potrebbero giustamente guardare in basso sul <prigioniero> ?

“Non c’è modo per la persona liberata di provare disistima, perché è identica al cuore del suo prossimo. Come ex sofferente, egli comprende profondamente la sofferenza e la fragile felicità dell’altro; da qui la sua completa compassione”.

“C’è anche una chiave magica per questo cancello sigillato ?

“Le porte non si aprono allo stregone, ma all’umile. Purtroppo l’umiltà viene di solito confusa con la modestia”.

“Non riesco a credere a quello che mi stai dicendo e allo stesso tempo sento il suo fascino. Quindi devo cercare di ampliare la mia comprensione. C’è almeno una chiave per sbloccare l’incomprensibile, un pensiero guida che può servire da segnaletica per noi ?

“Per esempio: <Il vuoto contiene tutta la pienezza>; oppure: <diventi quello che pensi>; oppure: <L’energia segue il pensiero>.

“Allora, qual è la tua idea principale adesso ?

“Accumulare ricchezza”.

“Questa è quella che io chiamo sincerità, ma non avevo idea che il tuo amore per il denaro fosse così importante”.

“Non si è parlato di soldi; è infinitamente più saggio raccogliere ciò che si può portare con sé se si lascia il corpo alla fine del breve viaggio”.

“Quanto deve essere rassicurante avere la forza di disprezzare il denaro”.

“Disprezzare il denaro è sciocco come amarlo”.

“C’è un ostetrico per la seconda nascita ?

“In linea di principio c’è un solo ostetrico, che si manifesta nel superficiale in forme sempre nuove”.

“La seconda nascita è possibile senza l’aiuto dell’ostetrica ?

“Quasi impossibile”.

“Come farà il cieco a trovare l’aiutante ?

“L’ostetrica osserva e si prende cura del ricercatore molto prima che quest’ultimo cominci a sospettarlo. Se usiamo l’esempio dell’uccello nell’uovo: solo allora la madre uccello aiuta a raccogliere il guscio quando sente abbastanza forti movimenti del giovane uccello”.

“Tra i cosiddetti <master> e <leader umani> ci sono anche veri <mangiatori umani>. Come può il profano stare attento se non è chiaroveggente?”.

“Tutti avranno l’ostetrica che meritano”.

“E i secondi nati?”.

“Un ostetrica”.

Era essenziale leggere questo testo per capire che stiamo parlando senz’altro di un maestro e se mi permettete l’ipotesi di qualcuno “nato imparato” per dirla schiettamente un maestro di rango elevato che si reincarna. È difficile parlare di queste cose, ma nel caso di Pericle sembra quasi necessario. 

Luigi Pericle ad Ascona ci arriva perché la regione nel ’59 ospita uno stuolo di intellettuali, ricercatori, artisti e perché il Monte Verità ed Eranos* sono famosi in tutto il mondo. Suo vicino di Casa è Károly Kerényi, filologo e storico delle religioni ungherese ritenuto fra i fondatori degli studi moderni della mitologia greca. È considerato uno dei massimi eruditi e filologi del Novecento. Studiò il mito come modalità di conoscenza, anche confrontandosi con le teorie di Carl Gustav Jung. La costruzione di una “scienza del mito” è il filo conduttore delle opere principali di Kerényi, che applicò alla mitologia greca l’ermeneutica, al fine di chiarire le intenzioni e i significati consci o inconsci dei miti nella psiche umana.  

Nella regione, a Locarno, poco distante da Ascona, L’atelier di Remo Rossi, legato a Kerényi, ospita fra l’altro Ben Nicholson, che ritroviamo al museo di York, curato dall’amico di Herbert Read, Hans Hess, il quale sarà proprio l’organizzatore delle mostre inglesi di Pericle. 

Importante ricordare che Remo Rossi, proprio in quegli anni commissario per la Svizzera alla Biennale di Venezia (1962-72) era legato ad Hans Hess museologo e amico di famiglia di Kandinsky,  Klee, Max Pechstein e Lyonel Feininger. 

Herbet Read scrive di Pericle nel 1965 : 

“Ho trovato un artista le cui opere mi hanno immediatamente colpito per la loro abilità professionale e per la loro strana bellezza. Si trattava evidentemente di un artista che aveva perfezionato il suo talento nella tranquillità e lo stava usando per esprimere una sottile percezione della realtà (…) Luigi Pericle è un artista maturo il cui lavoro è molto apprezzato in Inghilterra e Svizzera; il fatto che non sia meglio conosciuto in altri paesi può esse- re attribuito solo all’estrema modestia dell’arti- sta e alla lunga ricerca della Bellezza Assoluta.” Sir Herbert Read, scrittore e critico inglese, fondatore dell’Institute of Contemporary Arts, collaboratore di Peggy Guggenheim. Dichiarazione rilasciata in occasione della visita all’atelier di Pericle ad Ascona, 1965.

La regione Asconese ospita esponenti internazionali della ricerca spirituale, teosofica, artistica ai massimi livelli pensiamo a James Joyce sulle Isole di Brissago, a D.H. Lawrence, a Gustav Jung degli incontri di Eranos*. I Colloqui di Eranos (che in greco indica il banchetto, ma di quel tipo che i latini chiamavano coena collaticia, nel quale ognuno porta qualcosa) furono iniziati nel 1933 da Olga Fröbe-Kapteyn (1881-1962), su ispirazione di Rudolf Otto (specialista di storia delle religioni presso l’Università di Marburgo, e traduttore di Platone).

Herbert Read è relatore a Eranos dal ’52 al 65. Non è difficile immaginare il clima culturale del quale stiamo parlando che si sviluppa in una Ascona baciata dalla bellezza del territorio e dalla neutralità Svizzera accogliente e rassicurante nei confronti dei conflitti mondiali deflagrati al di fuori di questa bolla di pace.  Tanti intellettuali ebrei sono venuti a rifugiarsi quì e le tracce della cultura cabalistica si ritrovano in una serie di dipinti di Luigi Pericle dedicata al Golem, uno in particolare intitolato Uranian Golem ci fa viaggiare in ambiti spirituali Cabalistici che si uniscono alla filosofia Giapponese fino agli Ufo e ai robot. 

il Golem :

L’origine della leggenda del Golem ha radici molto lontane nel tempo. Il termine appare per la priva volta nella Bibbia (Salmo 139, 16) ad indicare una massa ancora priva di forma. Nella leggenda il Golem prende vita grazie al nome di Dio o da altre lettere con significato particolare, secondo la concezione della Cabbala per la quale la creazione del mondo è avvenuta per emanazione dal nome divino. Tali lettere vengono o impresse sulla fronte o scritte su un foglio posto nella bocca della creatura. Cancellando tali lettere o togliendo il foglio la creatura perisce. Il Golem quindi è un’antichissima leggenda ebraica sul mito dell’uomo artificiale creato da un altro uomo. Questo atto è una sfida a Dio, un tentativo di impossessarsi della sua forza creatrice, il che genera una punizione, che arriva tramite la creatura. Infatti la leggenda è del tutto parallela alla creazione di Adamo da parte di Dio. La creazione avviene attraverso la costruzione di un simulacro di terra, che prende vita grazie a formule magiche. La figura del Golem è solitamente muta, imperfetta, priva della possibilità di creare un altro Golem e presenta analogie fortissime con numerosi altri miti che si possono considerare varianti nate in contesti storici differenti. Tra questi, per esempio quello dell’homunculus, l’essere vivente creato in vitro attraverso formule magiche e alchemiche, il cui creatore, Paracelso, prevedeva di partire dal seme dell’uomo, imputridito per quaranta giorni in un alambicco al calore del ventre equino. Il piccolo fanciullino in questo modo generato doveva poi essere nutrito con sangue umano per quaranta settimane.
Il Golem nasce come servitore e aiutante dell’uomo, esattamente come lo zombie, il morto vivente della tradizione Vudu. La variante meccanica è l’automa, meccanismo concepito per svolgere il lavoro umano. Identica è l’origine del robot, complesso apparecchio elettromeccanico. Con il progredire della tecnologia e delle scienze biologiche compaiono i cyborg, organismi viventi fusi con parti meccaniche, e infine le creazioni dell’uomo attraverso l’ingegneria genetica. In tutti i casi, a cui si può aggiungere quello di Frankenstein, le buone intenzioni spesso producono creature mostruose, che si ribellano al creatore.

Si narra che nel XVI secolo un mago europeo, il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel di Praga, cominciò a creare golem per servirsene come servi, plasmandoli nell’argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola “verità” (in ebraico emet). C’era però un inconveniente: i golem così creati diventavano sempre più grandi, finché era impossibile servirsene: il mago decideva di tanto in tanto di disfarsi dei golem più grandi, trasformando la parola sulla loro fronte in “morte” (in ebraico met); ma un giorno perse il controllo di un gigante, che cominciò a distruggere tutto ciò che incontrava. Ripreso il controllo della situazione, il mago decise di smettere di servirsi dei golem e nascose il demone nella soffitta della Sinagoga Staronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico, dove, secondo la leggenda, si troverebbe ancora oggi.

Dunque il golem rappresenta l’automa al servizio dell’iniziato, per difenderlo e aiutarlo, e introducendo la lingua dell’astrologia molto cara al nostro Pericle il pianeta Urano del suo Uranian Golem è in relazione con la tecnologia, la radio, i computer. Per tentare di capire Urano in astrologia si può metterlo in relazione con le frequenze vibratorie un’ottava superiori a quelle di Mercurio, co-significante delle energie mentali. guardando questo Uranian Golem non è possibile non notare la somiglianza con i robot che negli anni ’80 hanno popolato i Manga Giapponesi. 

Pericle studia l’antico egitto e scopre che la tradizione Cabbalistica Ebraica risale originariamente alla Cabbala Egizia e siccome gli Egizi secondo la Dottrina Segreta sono i superstiti del popolo del periodo Atlantideo, che attraversando l’oceano dopo l’affondamento di Poseidone si sono stabiliti in Egitto appunto. Stiamo parlando della tradizioni iniziatica perenne custodita dagli iniziati … come Pericle appunto. 

Pericle nella sua libreria conserva molti libri di eminenti teosofi e spiritualisti e andando a cercare la descrizione della fondazione della Società Tesofica si legge : Un movimento di grande importanza è stato inaugurato a New York per iniziativa del Colonnello H.S. Olcott, che ha organizzato una associazione con il titolo di “Società Teosofica”. L’idea è nata durante la riunione del 7 settembre 1875 nel salotto di Madame Blavatsky, dove un gruppo di diciassette signori e signore si erano riuniti per incontrare l’architetto George Felt di cui la scoperta dei simboli geometrici della Cabala egizia si può considerare tra le più sorprendenti scoperte dell’intelletto umano […]. I presenti erano persone di vasta cultura e prestigio […] durante la pausa della conversazione il Colonnello H.S. Olcott prese la parola e dopo aver brevemente esposto l’attuale situazione del movimento spiritualista, l’atteggiamento degli antagonisti materialisti e l’inconciliabile conflitto tra Scienza e Religione, disse che il carattere filosofico dell’antica Teosofia è in grado di conciliare l’antagonismo esistente (………). Il Colonnello H.S. Olcott allora propose di formare un nucleo intorno al quale riunire tutte le anime illuminate e coraggiose disposte ad operare assieme per raccogliere e diffondere tale conoscenza. Il suo piano consisteva nell’organizzare una associazione, costituire una biblioteca e diffondere le informazioni riguardanti i segreti della Natura, noti ai Caldei ed Egizi ma sconosciute al nostro mondo moderno della scienza […]”.
I presenti approvarono la proposta, elessero il Colonnello H.S. Olcott quale Presidente ed incaricarono due avvocati presenti a redigere lo Statuto, che si ispirava alla Costituzione Federale degli Stati Uniti e alla Società Britannica di Geografia.

Ma ritorniamo al nostro Golem e seguendone le tracce in Giappone non possiamo non notare la somiglianza del Manga Goldrake con l’Uranian Golem di Pericle. Notiamo che Goldrake è degli anni ’80, mentre Pericle dipinge Uraniam Golen nel ’63, ma siccome gli archetipi non hanno tempo  … ricordiamoci la passione di Pericle per lo studio degli U.F.O e il suo romanzo di “Fantascienza” che poi così fantascientifico forse non si rivelerà agli occhi dei posteri. 

Riassunto della trama del romanzo inedito di Luigi Pericle  “FINO ALLA FINE DEI TEMPI” :

Le vicende del protagonista Odisseus si svolgono in 3 epoche differenti come fossero 3 incarnazioni di una stessa anima in 3 epoche.  Il romanzo ci fa viaggiare nel tempo attraverso le vicende del protagonista  Odisseus nell’antico Egitto dove viene iniziato come artigiano sculture nella scuola sacerdotale. Da notare che storicamente gli artigiani avevano un tenore di vita superiore a quello degli operai comuni e godevano
di una certa considerazione da parte dei nobili. Lavoravano soprattutto nei palazzi reali e nei templi
che erano sontuosi e adorni di statue ed affreschi. La scultura fu per eccellenza l’arte degli Egizi
che curarono, soprattutto i volti perché pensavano che la perfezione del volto, nella statua,
rispecchiasse l’immortalità dell’anima della persona ritratta. 

La seconda parte del romanzo si svolge nel presente, e vede l’antico maestro egizio di Odisseus che viene a trovarlo a bordo un’astronave capace di solcare lo spazio e il tempo, le descrizioni molto accurate della nave spaziale sono particolarmente avvincenti grazie alle soluzioni tecnico/esoterico/fantastiche adottate. Contemporaneamente alla vicenda dell’astronave egizia si legge della costruzione di un’arca in vista di una catastrofe che nella terza parte del libro ha confinato l’umanità alla vita sotterranea. Sottoterra appunto in questi cunicoli si svolge l’incontro fra il protagonista del romanzo Odisseus con una giovane studente di medicina, la giovane Nausika,  che scontenta dei suoi studi di medicina classica e affascinata dal sapere olistico di Odisseus ne diventa assistente. I nomi dei due personaggi non sono certo scelti a caso, come anche Joyce nell’Ulisse si ispira ad Omero. Joyce ha scritto l’Ulisse sulle Isole di Brissago che Luigi Pericle può ammirare da Casa San Tommaso di Ascona. Nell’Odissea di Omero Nausika è una donna che contempla l’uomo che guarda lontano, e proprio per quell’atteggiamento insieme virile e nostalgico, lei dimentica gli altri, pur dediti alla sua persona, pur premurosi verso le sue esigenze e dice : “Oh, se un uomo così potesse dirsi mio sposo, qui abitando e qui gli fosse caro rimanere”. Per Omero Ulisse Odisseo andrà via de lei e il sodalizio non avverrà. Luigi Pericle al contrario ci presenta i due che rimangono uniti in un rapporto di Maestro/discepola. Nausika viene iniziata al servizio disinteressato, cura e salva le persone con tecniche mediche orientali o olistiche. Non è necessario ricordare che Luigi Pericle da autodidatta diventa omeopata, agopunture, applica la medicina orgonica. come ad esempio due Yogi giapponesi persi sulla superficie devastata del pianeta terra. Nausika accetta di seguire Odisseus in questa a. Sotto terra gli umani hanno quasi dimenticato il lontano passato quando vivevano all’aria aperta. Molti anni sono passati sottoterra e l’umanità si sta organizzando per tornare alla vita di superficie. Lo dice il sottotitolo al romanzo, rivelando l’augurio di Pericle : “Un nuovo inizio invece che la fine del mondo”. 

Le basi terapeutiche che applica Luigi Pericle nella vita reale e che spiega nel suo romanzo sono fondate sull’energia cosmica. In India tale energia, denominata Prana, era nota prima ancora dello sviluppo greco-romano del mediterraneo. I Cinesi, sempre in epoche remote, la chiamavano Chi, energia vitale e ritenevano che tutta la materia dell’universo, animata o meno, fosse impregnata di questa energia. In Giappone il termine Ki denominava l’energia dinamica presente in tutto il creato, sia negli esseri minerali che vegetali o animali. Nella Kabalà ebraica veniva usato il termine Luce Astrale, che la cultura cristiana riprese raffigurando Gesù e i Santi circondati da un alone di luce gialla. La salute è l’equilibrio di questa energia nel corpo e fuori da esso ristabilito attraverso tecniche che variano da cultura a cultura e che fanno parte delle tradizioni spirituali di tutta l’antichità. Queste tradizioni si ritrovano nei titoli dei quadri di Luigi Pericle e sono citazioni spirituali che spaziano libere nelle tradizioni classiche e nelle filosofie misteriche di ogni cultura, ricordiamo che stiamo parlando di un Homo Universalis. Susanna Keoberle , una ricercatrice con dottorato su Meister Heckart, nel suo articolo nella Neue Zürcher zeitung definisce Luigi Pericle un Homo Universali, mettendolo in bella compagnia insieme a Eulero, Keplero, Galileo e altri grandi iniziati eclettici, quasi tutti grandi astrologi. Gli schemi astrologici e l’enorme quantità di manuali ritrovati in casa San Tommaso dimostrano la maestria di Pericle in astrologia e io personalmente ho ricevuto l’analisi del mio tema natale fatta dal Maestro. Pensiamo che fino al XVII secolo l’astrologia veniva considerata una delle maggiori forme di erudizione, ed essa ha contribuito a guidare il primo sviluppo della storia dell’astronomia. È stata comunemente accettata sia negli ambienti culturali che politici, mentre alcuni dei suoi concetti fondamentali sono stati utilizzati anche in altre tipologie di studio tradizionale come l’alchimia e la medicina. Alla fine del XVII secolo, venendo sempre più ad emergere concettualizzazioni prettamente scientifiche nel campo dell’astronomia come ad esempio l’eliocentrismo, queste hanno screditato in maniera arbitraria la base teorica astrologica la quale ha poco dopo perduto la propria posizione accademica. Ma l’astrologia è un sistema che permette di interpretare le relazioni fra i principi universali rappresentati simbolicamente dai pianeti. Assegnando ad ogni pianeta un corrispettivo simbolico è possibile calcolare quali tipi di interazioni hanno luogo. Gli angoli che vengono a crearsi fra i pianeti nella proiezione grafica astrologica ci permette di interpretare simbolicamente la realtà manifestata come se l’universo fosse un’enorme orologio cosmico che scandisse le interazioni fra i grandi archetipi cosmici. La mitologia e l’astrologia grazie al loro valore universale non sono soggette al tempo perché provengono da piani superiori dello spirito dove il tempo non esiste. Lo studio di queste discipline Tesofiche (Teos-Sophia, conoscenza delle cose divine) dalla fine dell’800 e fino al secondo conflitto hanno influenzato praticamente tutta la produzione artistica e intellettuale. Ricordiamo che il testo di riferimento “La dottrina Segreta” del 1888 di Madame Blavatzky è stato un bestseller per molto tempo. Da qualche anno a questa parte si è ricominciato a menzionare le influenze teosofiche che erano sparite per molti anni dalla storia dell’arte dopo il secondo conflitto a causa di un evidente abuso e una generale paura nel menzionare l’occulto. Uno dei luoghi di questo rifiorire esoterico è Monte Verità. La collina Asconese è stato uno dei punti di sviluppo del movimento teosofico, basti pensare che ad Ascona vive la contessa Wachmeister, braccio destro di Blavatzky (rifondatrice del movimento) e aiuto indispensabile nella redazione della Dottrina Segreta (1888) e di Annie Besant (maestra spirituale di Ghandi e pilastro politico dell’emancipazione indiana). Da notare che la teosofia non è invenzione recente. Da sempre la teosofia si manifesta nel mondo attraverso i profeti, i maestri, le religioni, nella cultura, nel progresso, più o meno segretamente a seconda di quanto violentemente si manifestino le forze solamente materialiste.  

Pericle approda ad Ascona negli anni ’50 già ricco e famoso come fumettista con la Marmotta Max. Ma è il sogno di dedicarsi completamente alla pittura (la grafica e l’illustrazione di Giovannetti sono un modo per guadagnarsi da vivere in attesa di diventare il Pittore Luigi Pericle). La pittura e sua passione per le macchine sportive lo fanno incontrare con il grande collezionista Peter G. Staechelin (forse il più grande collezionista svizzero del ‘900) che in cambio di un centinaio di opere gli fornisce casa San Tommaso ad Ascona. Da notare che per acquisire le opere di Pericle, ne verranno vendute di Schiele e Klimt al Leopold Museum di Vienna. Un lungo sodalizio creativo unirà Pericle a Staechelin. 

La Casa San Tommaso ad Ascona non è una casa qualunque, la proprietaria precedente era stata Nell Walden, ebrea rifugiatasi ad Ascona, era stata la finanziatrice del marito Herwarth Walden fondatore di 

Der Sturm, importante rivista tedesca dell’espressionismo con sede editoriale a Berlino.

Der Sturm Fu fondata nel 1910 e uscì, con frequenza quindicinale fino al 1932. Intorno alla rivista nacque ben presto il cosiddetto Sturmkreis che comprendeva un teatro, una galleria e delle serate, le Sturm-Abende nel corso delle quali venivano recitare poesie espressioniste. Furono pubblicate opere di artisti espressionisti, cubisti e futuristi come Franz MarcVasilij KandinskijOskar KokoschkaAugust MackeGabriele Münter e altri ancora.

Interessante notare che anche Hilla von Rebay  faceva parte del gruppo “Der Sturm” e emigrata a New York nel 1927 incontra Solomon R. Guggenheim che nel 1937 le affida la direzione artistica della sua collezione. Nel 1943, Hilla Rebay fa appello all’architetto Frank Lloyd Wright per la concezione del Museo Guggenheim di New York, che apre le porte nel 1959, senza di lei però. Benché fosse stata il motore di questo progetto, ne viene allontanata poco tempo dopo la morte di Guggenheim nel 1949.

Ma tornando alla casa di Luigi Pericle. Dopo il divorzio  Walden (Marxista convinto) che perirà imprigionato nella sua amata Russia, affida alla moglie l’immensa collezione di cui una gran parte confluirà in quella del Barone Van der Heidt che oggi esposta nel museo dedicato alla sua memoria, nel Wuppertal. Difficile parlare di un clima Asconese dove ebrei e nazisti potevano sedere allo stesso tavolo a giocare una partita di Bridge. Basti pensare che il golf di Ascona fu finanziato da un dichiarato pacifista antinazista come Erich Maria Remarque, da un ebreo milionario, gran viveur, proprietario delle Isole di Brissago (si quelle dove Joyce scrive l’Ulisse) da un mio prozio fabbricante di aerei e dal discusso, processato ma assolto forse per vecchiaia, forse per aver donato la sua fortuna alla cultura, Barone Van der Heidt. Personaggio ad dir poco inquietante il barone, appena entrato in Svizzera si iscrive al partito nazista svizzero (eh sì, è esistito anche questo) ma salva molti bambini ebrei dalla deportazione (?). Nel ’26 il barone compra Monte Verità (su suggerimento di Marianne Verefkin) per farne la residenza del Kaiser Guglielmo II, esiliato in Olanda, il quale però non verrà mai ad Ascona. Sono anni in cui si assiste alla triste terza fase della collina, molto poco utopica. Il Barone morirà nel ‘64 facendo donazione pubblica di Monte Verità  per scopi culturali, sicuramente un gesto dettato dalla necessità di fare ammenda per l’opportunismo e il dubbio spessore morale dimostrato durante il regime nazista, per il quale ha operato come banchiere.  

Ad Ascona sono però anche gli anni della nascita della medicina psicosomatica catalizzata dalla presenza di  Erich Fromm psicologosociologofilosofopsicoanalista ed accademico tedesco. In “Essere o Avere” Fromm si scaglia contro la prevalenza della modalità esistenziale dell’avere che ha determinato la situazione dell’uomo contemporaneo, ridotto a ingranaggio della macchina burocratica, manipolato nei gusti, nelle opinioni, nei sentimenti dai governi, dall’industria, dai mass media e costretto a vivere in un ambiente degradato. 

Il suo paradiso Luigi Pericle lo trova ad Ascona, dove sceglie proprio la casa di Nell Walden e vi mette radici in un clima di ricerca ora più vicino a Eranos che al Monte Verità del Barone. Sarà Herbert Read relatore appunto per Eranos a scoprire Pericle e a curare 2 delle mostre Londinesi.  

Per capire il pensiero di Luigi Pericle è necessario entrare anche nella filosofia del Guru indiano Aurobindo con cui Pericle ha scambiato una fitta corrispondenza (soggiornando anche ad Auroville, altro esempio di Utopia come Monte Verità). 

Aurobindo è uno yogi che ha realizzato il Nirvana, poeta ribelle all’imperialismo Britannico, fonda la sua città Utopica Auroville nell’enclave francese Pondicherry dove persegue  «la più vasta sintesi mai realizzata tra il genio dell’Asia e il genio dell’Europa». Aldous Huxley parlerà di Sri Aurobindo come del «Platone delle generazioni future». Sri Aurobindo scriveva in un modo davvero particolare: non un libro alla volta, ma quattro e anche sei libri contemporaneamente, sui temi più svariati: e non doveva fare nessuno sforzo cerebrale, come egli stesso ha cercato di spiegare in alcune lettere : “Scrivo nel silenzio mentale cose che arrivano già formate… Il migliore sollievo per il cervello è quando il pensiero si forma fuori del corpo e al di sopra del capo. In ogni caso per me è avvenuto così”.

Queste sono alcune riflessioni sulla figura di Luigi Pericle che ci aiutano un pochino a capire chi fosse e credo sia possibile affermare che : “lo psicanalista svizzero Carl Gustav Jung, il filologo ungherese Karoly Kerényi, gli scrittori tedeschi Erich Maria Remarque e Hermann Hesse, il pittore svizzero Filippo Franzoni, la pittrice russa Marianne Werefkin con il compagno Alexej Jawlensky, la ballerina statunitense Isadora Duncan, gli anarchici Michael Bakunin e Errico Malatesta, il sociologo e psicanalista tedesco Erich Fromm e il nostro Luigi Pericle hanno vissuto geograficamente e spiritualmente vicini ad Ascona.”

UN FORTE LEGAME DI MONTE VERITA’ CON LA CALIFORNIA :

https://www.esalen.org

IL PACIFISTA REMARQUE :

Andy Warhol a Porto Roco

https://www.remarque-villa.com/contents/image/VillaRemarqueGoddardinPortoRoncoNutzungskonzept.pdf

UN AVVOCATO EBREO IN TICINO :

Nel 1929, Vladimir Rosenbaum e sua moglie acquistarono Casa Barca a Comologno nella Valle Onsernone, che divenne un luogo di incontro per artisti perseguitati: Kurt Tucholsky, Ignazio Silone, Elias Canetti, Max Bill, Meret Oppenheim e Max Ernst.

https://lanostrastoria.ch/entries/ajVA40OAb0g

Ma poi tutte queste Utopie, pensiamo a Israele, all’ Utopia di Thomas More, ai Falansterii, ai Kibbuz, alle comunità Utopiche in giro per il Globo come Arcosanti o Yaddoh … l’sola che non c’è insomma … pensiamo a Platonopoli .

Platonopoli è una città ideale di filosofi, governata secondo le leggi di Platone, che doveva sorgere in Campania, probabilmente vicino all’antica Vescia tra Napoli e Gaeta.

Il progetto di questa città fu proposto dal filosofo neoplatonico Plotino (205 — 270 d.C.), come ricorda il suo discepolo Porfirio nel suo scritto “La vita di Plotino”.

In questo saggio vengono raccolte le poche testimonianze e commenti relativi alla mancata fondazione di Platonopoli, quali erano le leggi di Platone, ma anche le notizie delle altre città ideali, alcune forse realizzate nella remota antichità, altre invece pensate e proposte senza mai essere costruite.

Verranno ricordate Atlantide, Adocentyn ed Eliopoli dell’antico Egitto, la Repubblica di Platone, la città del sole di Tommaso Campanella, ecc…

Una città dei filosofi governata secondo le leggi suggerite da Platone potrebbe essere una proposta seria da prendere in considerazione oggi?: 

https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__platonopoli-citta-filosofi-bartoli-libro.php?id=186105&utm_source=criteo&utm_medium=cpc&utm_campaign=criteo_retargeting

«Adocentyn» la magica città utopica di Ermete Trismegisto :

… si tratta di un Luogo magico che garantirà a tutti coloro che vi giungeranno da ogni parte del Mondo: salute, virtù, conoscenza e protezione da ogni male. Si tratta  de «l’ottimo luogo in nessun luogo». Cioè dentro di noi, nella nostra unità armonica. 

Continuando sulla scia della città ideale arriviamo a Adocentyn : 

https://viaggiatoredelweb.wordpress.com/2021/01/30/adocentyn-la-magica-citta-utopica-di-ermete-trismegisto/

Ricerca sulle Utopie (anche se poi abbiamo stabilito che trattasi di Arcadia per quanto riguarda il nostro monte …)

Ermopoli

Hmnw

ρμο πόλις μεγάλη – Hermopolis Magna – Mercurii Oppidum (Plinio)

Tempio di Seti II
Civiltà Civiltà egizia
Utilizzo Città
Stile Amarniano
Epoca II millennio a.C.
Localizzazione
Stato  Egitto
Località El-Ashmuneyn
Altitudine 44 m s.l.m.

Ermopoli

https://it.wikipedia.org/wiki/Ermopoli

Localizzazione di Ermopoli in Egitto.

Ermopoli (Khemno in egizio) è il nome attribuito dagli storici greci alla località egizia devota al dio Khnum, che era la capitale del 15º distretto dell’Alto Egitto, e si trova sulla riva occidentale del Nilo.

In scrittura egizia il nome originario è:

ḫmnw – gli otto

La località è stata poi conosciuta con i nomi di Hermopolis Megale (Ἑρμοῦ πόλις μεγάλη – Stefano di Bisanzio); Hermupolis (Itinerario antoniano); Mercurii Oppidum (Plinio il Vecchio).

Heliopoli, 

https://it.wikipedia.org/wiki/Eliopoli

Adocentyn

https://www.google.com/search?q=adocentyn&sxsrf=ALeKk02CS3AKa19P6iLL6M-A4aAJYaERRA:1612291412198&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwiB1ZfH7cvuAhVAaRUIHZaXBK4Q_AUoAXoECAYQAw&biw=1280&bih=721

https://www.riflessioni.it/alchimia/adocentyn-ermete-trismegisto-1.htm

Adocentyn potrebbe dunque voler dire semplicemente Città di Ermes/Thot, cioè di Ermete Trismegisto, ed essere una sorta di «Nuova Ermopoli», una Città Magica ben più importante e speciale dell’antica Khmnu per i seguaci dell’Ermetismo.  Non a caso l’ho chiamata Città Magica, perché la sua struttura urbanistica riflette perfettamente la forma del Templum Quadrato (11) o Templum Terrestre, uno spazio sacro orientato sull’incrocio degli Assi Cosmici del Templum Celeste, utilizzato dai popoli antichi (12) per le loro pratiche religiose e per i riti di fondazione, in modo che «Ciò che è in basso sia sempre il riflesso armonico della perfezione di Ciò che è in alto (13)».

Il testo riporta che Adocentyn era lunga 12 miglia e al centro vi era un castello quadrato con 4 porte, sul quale Ermete aveva eretto un Faro che proiettava una luce di 7 colori. La sua grandezza in “miglia terrestri” rappresenta esattamente l’estensione astronomica del Templum Celeste diviso in 4 parti dagli Assi Equinoziali e Solstiziali, nel quale si trova l‘Eclittica, il Cerchio Astrologico dei 12 Segni Zodiacali, che a loro volta sono influenzati dal passaggio dei 7 Pianeti, rappresentati “in Terra” dai 7 Colori del Faro che “colorano” la Città. In totale quindi 23 benefiche energie cosmiche, proteggono e influenzano in modo specifico «La Città di Ermete» rendendola un luogo sacro e unico al mondo (14).

Atlantide

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Atlantide

Utopia di Tommaso Moro :

L’Utopia

Utopia, ovvero dell’ottima forma di stato e della nuova isola di Utopia
Titolo originale Libellus vere aureus, nec minus salutaris quam festivus de optimo rei publicae statu, deque nova insula Utopia
Incisione di Ambrosius Holbein per l’edizione del 1518 dell’Utopia di Tommaso Moro
Autore Tommaso Moro
1ª ed. originale 1516
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza, avventura e utopia
Lingua originale latino
Ambientazione Casa di Tommaso Moro in Inghilterra e nell’isola di Utopia, XV secoloXVI secolo
Protagonisti Raffaele Itlodeo
Modifica dati su Wikidata · Manuale

L’isola di Utopia. Xilografia dalla prima edizione dell’opera omonima, Lovanio 1516.

Utopìa (il titolo originale in latino è Libellus vere aureus, nec minus salutaris quam festivus de optimo rei publicae statu, deque nova insula Utopia), è un romanzo di Thomas More (italianizzato Tommaso Moro) pubblicato in latino nel 1516.

Per la scrittura di questo romanzo, in cui è descritto il viaggio immaginario di Raffaele Itlodeo (Raphael Hythlodaeus nell’originale) in una fittizia isolarepubblica, abitata da una società ideale, Tommaso Moro si è particolarmente ispirato all’opera La Repubblica del filosofo greco Platone, anch’essa scritta in forma dialogica. In Utopia, come nell’opera sopracitata, si ha il progetto di una nazione ideale e vengono trattati argomenti come la filosofia, la politica, il comunitarismo, l’economia, l’etica e, più specificatamente, l’etica medica.

Ciò che inizialmente ispirò Tommaso Moro alla stesura di Utopia fu, probabilmente, la traduzione dal greco al latino di alcuni scritti di Luciano che egli operò congiuntamente con Erasmo da Rotterdam, in particolare di un dialogo in cui Menippo, un drammaturgo greco, scende negli Inferi e racconta il suo viaggio. L’opera ricalca pure lo schema dell’opuscolo Il volto della luna dei Moralia di Plutarco.[1] http://salvokalat.blogspot.com/2011/06/il-volto-della-luna-plutarco-saggio-i.html?m=1

Utopia esprime il sogno rinascimentale di una società pacifica dove è la cultura a dominare e a regolare la vita degli uomini.

https://www.loescher.it/librionline/risorse_ilpensieroplurale/download/oltremanuale/utopia/Rinascimento.htm

Platonopoli :

https://www.geagea.com/04indi/04_07.htm

https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__platonopoli-citta-filosofi-bartoli-libro.php

Descrizione

Platonopoli è una città ideale di filosofi, governata secondo le leggi di Platone, che doveva sorgere in Campania, probabilmente vicino all’antica Vescia tra Napoli e Gaeta.

Il progetto di questa città fu proposto dal filosofo neoplatonico Plotino (205 — 270 d.C.), come ricorda il suo discepolo Porfirio nel suo scritto “La vita di Plotino”.

In questo saggio vengono raccolte le poche testimonianze e commenti relativi alla mancata fondazione di Platonopoli, quali erano le leggi di Platone, ma anche le notizie delle altre città ideali, alcune forse realizzate nella remota antichità, altre invece pensate e proposte senza mai essere costruite.

Verranno ricordate Atlantide, Adocentyn ed Eliopoli dell’antico Egitto, la Repubblica di Platone, la città del sole di Tommaso Campanella, ecc…

Una città dei filosofi governata secondo le leggi suggerite da Platone potrebbe essere una proposta seria da prendere in considerazione oggi?

https://it.m.wikipedia.org/wiki/La_città_del_sole

A Roma, Plotino si guadagnò anche il rispetto dell’imperatore Gallieno e di sua moglie Cornelia Salonina. Plotino tentò di interessare l’imperatore alla ricostruzione di un accampamento abbandonato in Campania noto come la ‘Città dei Filosofi’, altrimenti nota come Platonopoli, in quanto gli abitanti avrebbero dovuto vivervi secondo la costituzione scritta nelle Leggi di Platone. Tuttavia non riuscì mai a ottenere un sussidio imperiale per ragioni ignote a Porfirio, che riporta l’episodio.

Campomaggiore 1885

https://www.lastampa.it/viaggi/italia/2016/11/10/news/campomaggiore-la-citta-dell-utopia-1.34768967

Yaddo

https://www.yaddo.org/about/history/

Yaddo era la tenuta di campagna del finanziere Spencer Trask e di sua moglie Katrina, una scrittrice. Il nome “Yaddo” è attribuito alla loro figlia Christina. Il primo colono della proprietà fu Jacobus Barhyte, un veterano della guerra rivoluzionaria, che gestiva una taverna e una macina. I Trask arrivarono nel 1881. Dieci anni dopo, la loro casa bruciò e i Trask assunsero l’architetto William Halsey Wood per costruire il palazzo Queen Anne Revival che si trova ora.

Rimasti senza eredi immediati dalla morte dei loro quattro figli, i Trask lasciarono in eredità la loro fortuna e il loro patrimonio per la creazione di un programma di residenza per artisti. Fondarono la Corporazione di Yaddo nel 1900. Nella loro lettera di intenti, espressero la speranza che Yaddo fosse un luogo di “riposo e ristoro [per] autori, pittori, scultori, musicisti e altri artisti sia uomini che donne, pochi di numero ma scelti per i loro doni creativi”. Yaddo aprì le porte al suo primo gruppo di ospiti nel 1926. A quel tempo sia Spencer che Katrina erano morti. Gli ospiti furono accolti da George Foster Peabody, socio in affari di Spencer e secondo marito di Katrina, e da Elizabeth Ames, il primo direttore esecutivo di Yaddo.

L’eredità dei Trask è stata profonda. John Cheever scrisse che “i circa quaranta acri su cui sorgono gli edifici principali di Yaddo hanno visto un’attività artistica più distinta di qualsiasi altro pezzo di terra nella comunità di lingua inglese e forse nel mondo”. Collettivamente, gli artisti di Yaddo hanno vinto 78 premi Pulitzer, 31 borse di studio MacArthur, 69 National Book Awards e un premio Nobel (Saul Bellow, che ha vinto il Nobel per la letteratura nel 1976). Tra gli artisti degni di nota di Yaddo fino alla fine del millennio ci sono James Baldwin, Leonard Bernstein, Truman Capote, Aaron Copland, Philip Guston, Patricia Highsmith, Langston Hughes, Ted Hughes, Jacob Lawrence, Sylvia Plath, Martin Puryear, Katherine Anne Porter, Amy Sillman, Clyfford Still e David Foster Wallace. Gli ospiti più recenti includono Terry Adkins, Laurie Anderson, Jeffrey Eugenides, Sheri Fink e Matthew Weiner.

ARCOSANTI 

Origini

Dalla fusione delle parole italiane “cosa” e “anti”, che significa “contro le cose”, Soleri ha chiamato “Cosanti” sia il suo studio di progettazione architettonica che la fondazione no-profit che ha fondato, come una deliberata critica alla dilagante cultura del consumismo che vedeva prendere piede nel mondo. Cosanti – sia come luogo di esperimenti architettonici fantasiosi e provocatori sia come fondazione che esplora un mondo costruito in equilibrio con l’ambiente – incarnano entrambi una prospettiva e un’estetica radicalmente diverse.

Nel 1970, la Fondazione Cosanti iniziò la costruzione di Arcosanti, un prototipo di arcologia nel deserto dell’Arizona ad alta quota che si rivelò un terreno di prova per i concetti di pianificazione urbana progressiva di Soleri. Nei decenni successivi, i volontari del laboratorio, noti come Alumni Arcosanti, iniziarono a costruire l’architettura iconica dell’Arcosanti che conosciamo oggi.

Sebbene il progetto originale di Arcosanti sia descritto in Arcology: La città a immagine dell’uomo, l’opus magnum di Soleri sull’arcologia, prevedeva un luogo dove migliaia di persone avrebbero vissuto e lavorato, Arcosanti non è mai stato occupato da più di 100 persone. Nonostante ciò, continua ad essere considerato come un primo esempio di architettura sostenibile e di edificio a densità verticale che ha dato la priorità agli spazi di lavoro e all’ambiente naturale circostante rispetto all’espansione urbana. Soprannominato “il laboratorio urbano” negli anni Settanta dal famoso critico d’architettura del New York Times Ada Louise Huxtable, Arcosanti continua a sperimentare e testare il proprio potenziale come un’alternativa funzionante all’espansione urbana, all’erosione delle comunità e all’abbandono dell’ambiente, mentre sostiene i suoi residenti a condurre una vita arricchita dal punto di vista sociale, energetico ed economico.

Utopie letterari

Il romanzo utopistico

Il romanzo utopistico vede tra i suoi autori principali Louis Sebastien Mercier, Edward Bellamy, Evgenij Zamjatin ed Ebenezer Howard.

Utopie cinematografiche

Il pianeta verde, (1996)

Islandia (2002), di Austin Tappan Wright

kibbutz

https://siviaggia.it/idee-di-viaggio/vacanza-low-cost-israele/224093/

Chi vuole fare una vacanza low cost in Israele e desidera fare un’esperienza diversa dal solito dovrebbe alloggiare in un kibbutz.

Nel Paese ce ne sono tantissimi. Affacciati sul mare, in mezzo al deserto, vicino alle città. La scelta è ampia. Se ne contano all’incirca 250. Ogni kibbutz, inoltre, è diverso. Ci sono quelli più spartani, ma anche kibbutz di lusso. Tutti hanno un comun denominatore, però: la condivisione. E in tutti si può trascorrere una vacanza.

Falansterio

https://it.wikipedia.org/wiki/Falansterio

Con il termine falansterio il filosofo e politologo francese Charles Fourier, agli inizi del XIX secolo, indicava la struttura abitativa in cui si svolgeva la vita dei membri dell’unità sociale di base prevista nelle sue teorie e da lui denominata “Falange”.

Secondo il pensatore politico francese, ogni Falange avrebbe dovuto essere costituita da un minimo di 1600 ad un massimo di 2200 individui, comprendendo circa 450 famiglie.

L’attività economica della Falange sarebbe stata fondata sulla proprietà societaria, in grado di garantire a tutti la partecipazione agli utili, in proporzione dei conferimenti fatti al patrimonio comune. Tutti al suo interno sarebbero stati al tempo stesso produttori e consumatori, partecipando agli utili sulla base di quelli che Fourier riteneva essere i tre fattori della produzione: capitale, lavoro e talento.

Il Falansterio era formato da due corpi centrali, destinati ad abitazioni e a luoghi di riunione, e da due ali, nelle quali si svolgevano tutti i lavori di carattere artigianale e manifatturiero.

Scrive Fourier: «Il palazzo avrà almeno tre piani e il sottotetto, oltre il piano terreno e il mezzanino, dove saranno situati alloggi e sale di riunione dei bambini e dei vecchi, isolati dalla strada-galleria […] È veramente una piccola città, ma non ha strade esterne e scoperte esposte alle intemperie»

Applicazione nella società

Falansterio del Nord America nel New Jersey, ispirato alle idee di Fourier.

Nel pensiero di Fourier il falansterio doveva rappresentare l’unità di base della nuova struttura societaria: ciascuno di essi doveva essere autosufficiente dal punto di vista dei servizi e della produzione, e attraverso la coordinazione delle attività di più edifici si sarebbe potuto risolvere definitivamente il problema dei rapporti tra città e campagna.

Nel falansterio l’attività giornaliera di ogni individuo sarebbe stata scandita in modo rigoroso da un regolamento interno: ora per ora sarebbero stati fissati i compiti da svolgere, ed anche i contatti e le interazioni personali sarebbero stati disciplinati da un preciso cerimoniale, spontaneamente accettato da tutti i componenti perché corrispondente agli interessi, alle esigenze e alle passioni di ognuno.

Nella Falange non si sarebbe avuta alcuna forma di potere coercitivo o di governo: nessuno avrebbe avuto necessità di violare o infrangere l’ordine sociale, risultante in modo spontaneo dalla completa armonizzazione dei desideri e delle necessità di tutti. Le decisioni più importanti riguardanti la comunità sarebbero state prese dall’Accademia, costituita dalle persone più sagge ed esperte, mentre quelle riguardanti l’organizzazione e l’amministrazione della Falange sarebbero state trattate dall’Areopago, costituito da rappresentanti eletti direttamente dagli individui, e dal Consiglio eletto dall’Areopago stesso.

Voci correlate

Socialismo utopico

Charles Fourier

Il socialismo utopico (o utopistico) è la prima corrente del moderno pensiero socialista, sviluppatasi fra il XVIII e il XIX secolo in Europa. Il termine fu introdotto in un secondo tempo da Marx per distinguere tale corrente utopista dal socialismo scientifico, basato invece su un’analisi della realtà socio-economica e politico-ecologica, ovvero del processo storico della relazione tra forze produttive sociali e rapporti di produzione fondati sulla proprietà privata dei mezzi di produzione.

Indice

1 Descrizione 2 Bibliografia 3 Voci correlate 4 Personalità 5 Altri progetti 6

Collegamenti esterniDescrizione[modifica | modifica wikitesto]

In generale il socialismo si riferisce alle teorie riguardanti l’organizzazione politica e sociale, iniziando così una riforma generale della Società e dello Stato, che abbia come fine la giustizia sociale e come mezzo la socializzazione delle risorse economiche. Il socialismo utopico ebbe in Francia con i sansimoniani e i fourieristi, i suoi fondatori, e trovò sviluppo nel Regno Unito con gli oweniani. L’importante ruolo storico di questa corrente ed il valore del pensiero critico di Saint-Simon, Fourier, Owen, fu esplicitamente riconosciuto da Marx ed Engels nel Manifesto del Partito Comunista (1848).

L’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione, della famiglia, del contrasto tra città e campagna, la trasformazione della collettività in amministratrice della produzione, sono tutti aspetti che la teoria marxista abbraccia, criticando però di questa ipotetica società, lo scarso sviluppo che viene attribuito alla classe proletaria. Il proletariato è quella classe sociale che ha una funzione storica autonoma, ma che non viene riconosciuta dal socialismo utopico. Marx propone un completamento della teoria social-utopistica, attraverso il “socialismo scientifico“, che vede nella formazione del proletariato industriale, il portatore reale della trasformazione comunistica della società e nella lotta di classe rivoluzionaria il metodo della trasformazione. Questi appena enunciati sono elementi fondamentali di distinzione che lo stesso Engels ribadirà nei capitoli dell’Anti-Dühring raccolti in L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla scienza.

Il socialismo utopistico è però la prima forma di socialismo realizzata e confida nel metodo riformista (opposta alla rivoluzione marxista) la costruzione di una società fondata sulla collaborazione comune, e la fratellanza tra gli uomini.

Il socialista gallese Robert Owen cercò di costruire delle associazioni comunitarie, con caratteri filantropi, collaborativi e di fratellanza e comunitarismo.

Una delle differenze tra socialismo utopico e socialismo scientifico sta nella modalità di attuazione di tale politica. Il primo si prefigge di farlo attraverso le riforme, metodo utopico secondo Marx, che valorizza infatti la necessità della rivoluzione per capovolgere il rapporto tra operaio e capitalista. Un’ulteriore differenza tra l’ideologia marxista e quella social-utopista è che la prima fu atea, mentre la seconda fu d’ispirazione cristiana, soprattutto per il carattere di speranza e messianismo promosso dal cristianesimo, anche se Owen condusse comunque un’offensiva filosofica contro la religione, a differenza di altri utopisti.

Bibliografia

Friedrich Engels, L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla scienza, 1880

  • Gian Mario Bravo (a cura di), Il socialismo prima di Marx: antologia di scritti di riformatori, socialisti, utopisti, comunisti e rivoluzionari premarxisti, Editori Riuniti, Roma, [1966].

Voci correlate

Personalità

ARCHITETTURA UTOPICA 

https://www.treccani.it/enciclopedia/utopia-nell-architettura_%28XXI-Secolo%29/

Foto di architettura utopica 

Ma a questa stregua possiamo anche pensare nella mitologia al :

Tír na nÓg o Il sogno di Ossian :

https://viaggiatoredelweb.wordpress.com/2020/11/11/il-comune-aldila-irlandese-e-giapponese/

STORIA

Questo “aldilà” è un posto in cui la malattia e la morte non esistono. È un luogo di giovinezza e bellezza eterna, dove la musica, la resistenza, la vita e tutti i passatempi piacevoli stanno insieme in un singolo posto. Qui la felicità dura per sempre, nessuno desidera cibi o bevande. È l’equivalente celtico dei Campi Elisi greci e romani o del Valhalla vichingo. 

MA IO ARRIVEREI FINO AGLI UFO E STALKER, METEORITE CHE CREA LA ZONA (LUOGO DEI DESIDERI PIÙ NASCOSTI) https://it.m.wikipedia.org/wiki/Stalker_(film_1979)

O SOLARIS !!! https://it.m.wikipedia.org/wiki/Solaris_(film_1972)

L’UFOLOGIA HINDU COL CARRO DI FUOCO CHE SCENDE DAL CIELO https://it.m.wikipedia.org/wiki/Vimana

I RE DIVINI DELLA Catena di Venere 

https://www.spiritual.it/it/glossario-de-la-dottrina-segreta/re-divini,10,8657

RE DIVININI, CITTÀ IDEALI … LA NOSTALGIA DELL’ORDINE PERFETTO CHE VIENE DAL CIELO, DAL DIVINO O DA CATENE EVOLUTIVE PIÙ AVANZATE … LA NOSTALGIA !!! E il pellegrinaggio delle monadi sulla ruota nella necessitá …

Qui naturalmente le strade si dividono in UFO https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ufologia

 fisici e esseri di piani superiori che si incarnano … https://teosofiac.files.wordpress.com/2011/12/evoluzione1.pdf

https://teosofia.me/letture/

https://www.amazon.it/Divine-Plan-Geoffrey-Barborka/dp/8170592917

L’Utopia o l’Arcadia esercitano un fascino enorme sull’animo umano e sono sempre vivi, a volte, in periodi come questo del Covid fa bene fare un viaggio interiore in queste regioni dello spirito che hanno avuto realizzazioni importanti anche nelle vite di molti ricercatori, come a Monte Verità per esempio.

Concludendo con questa canzone divenuta classico e cantata da moltissimi interpreti famosissimi.

Ragazzo della natura :

C’era un ragazzo
Un ragazzo incantato molto strano
Dicono che abbia vagato molto lontano
Molto lontano per terra e per mare
Un po’ timido e dagli occhi tristi
Ma era molto saggio
E poi un giorno
Un giorno magico passò sulla mia strada
Mentre parlavamo di molte cose
di pazzi e di re
Lui mi disse
La cosa più grande
che tu possa mai imparare
È solo amare
Ed essere amato
In cambio

Testo di eden ahbez

Nature boy
There was a boy
A very strange enchanted boy
They say he wandered very far
Very far over land and sea
A little shy and sad of eye
But very wise, was he
And then one day
One magic day he passed my way
While we spoke of many things
Fools and kings
This he said to me
The greatest thing
You’ll ever learn
Is just to love
And be loved
In return

Lyrics by eden ahbez

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